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 Il Toro riprende la marcia

NARDO' - S.G. APRICENA 2 - 0

Convincente prestazione dei Granata. Battuto nettamente l'Apricena. Ora i play-off sono più vicini.

NARDO’: Bassi, Russo, Montefusco, Parente, Paglialunga, Antico, Lubello, Lepore (Palermo 21’ s.t.), Nobile (Citto 36’ s.t.), Bonfigli, Pellegrino (Cillo 26’ s.t.).
In panchina: Peluso, Montefrancesco, Zhabov, De Noto. All. Pettinicchio.

APRICENA: Di Leo, Amendola, Prencipe, De Rosa, Apruzzese, Conte, Panella, Di Nanni (Mastropieri 30’ s.t.), Guerriero, Stea (Capogrosso 1’ s.t.), Lizza (Tenace 1’ s.t.).
In panchina: Lomuscio, Santamaria, Arnese, Valenza. All. Ronzulli.

ARBITRO: Lacalamita di Bari

MARCATORI: Nobile 41’ p.t.; Cillo 29’ s.t.

NOTE: espulsi: Guerriero 23’ s.t. e Montefusco 33’ s.t.; ammoniti: Lepore, Amendola, Antico, Conte e Cillo.



Dopo la doccia fredda di Fasano, tre punti che equivalgono ad una ventata d’aria fresca. Vittoria secondo copione per un Nardò che in attesa di trovare il guizzo giusto anche contro le big del torneo, nel frattempo non fallisce un colpo quando c’è da domare compagini di seconda fascia come l’Apricena. Ma non si pensi ad una allegra passeggiata, perché scardinare la munitissima retroguardia dauna non è stato compito particolarmente facile. Anche perché il sempre intasato elenco degli assenti (ben quattro gli under indisponibili) ha costretto Pettinicchio ad arditi equilibrismi tattici, che hanno pesato non poco sulla qualità del fraseggio e della manovra, avvilita oltretutto da un terreno di gioco nel quale il muschio ha sfrattato l’erba con immaginabili conseguenze sull’equilibrio statico dei giocatori in campo. E tutto ciò nell’indifferenza e nell’imperizia più assoluta di chi sarebbe deputato ad intervenire.

Sbloccato però il risultato con il solito Nobile, alla prima vera occasione, al tramonto della prima frazione di gioco, la differenza di valori in campo si è fatta sempre più palpabile e il pomeriggio del Nardò è filato via liscio e senza più storia. Anche se poi sull’unica amnesia difensiva di giornata, l’Apricena, già in 10 per l’espulsione di Guerriero, ha colpito un palo con Capogrosso, proprio qualche istante prima del colpo del k.o. scagliato da Cillo con una superba marcatura.

L’infortunio di Rucco, pegno pagato al colpaccio infrasettimanale di Coppa a Copertino, restringe ulteriormente il parco under ( k.o. anche Di Sirio, Stefanizzi ed Elia) a disposizione di Pettinicchio. Il tecnico granata non se la sente di gettare subito nella mischia Palermo, che esordirà poi nella ripresa, e opta per la soluzione Lepore, con il decentramento sulla sinistra di Bonfigli.

La delocalizzazione dell’argentino, che è il giocatore intorno al quale il Nardò è cresciuto nelle ultime settimane sotto il profilo della qualità e della imprevedibilità della manovra, si ripercuote inevitabilmente sull’economia generale del gioco della squadra. E con Bonfigli avulso dal gioco, tocca così quasi sempre a Parente il compito di provare a dare geometrie e respiro alla manovra. Ma il possesso palla e il predominio territoriale del Nardò è privo di sbocchi sia centralmente che sugli esterni.

Le difficoltà aumentano per la perfetta organizzazione difensiva di un Apricena che si schiera con un centravanti di manovra (Guerriero) e un foltissimo centrocampo, sempre pronto ad abbassarsi a protezione della difesa. E quando al 25’ Russo individua un corridoio centrale nel quale lanciare Nobile è reattivo nell’uscita il portiere dell’Apricena Di Leo. Per la prima conclusione del Nardò occorre attendere il 33’, allorché, dalla destra, Lubello serve al centro Nobile il cui colpo di testa sfila però a lato. Un minuto dopo, in un’azione di alleggerimento, l’Apricena sfonda a sinistra con Lizza, ma Bassi con la collaborazione di Paglialunga sventa la minaccia.

Occorrerebbe un guizzo, un’intuizione per rompere il monotono tran-tran nel quale sembra precipitata la partita e lo spirito di rivalsa del Nardò per l’immeritato passo falso di Fasano. Il momento arriva al 41’ quando Bonfigli, accentratosi a caccia di palloni giocabili si inventa uno smarcante lancio in verticale per Nobile che al culmine di una irresistibile serpentina corredata da una serie di finte deliziose insacca la rete del sospirato vantaggio.

Il gol di Nobile imprime l’indelebile marchio del Nardò sulla partita e l’avvio di ripresa è un impetuoso monologo granata. Già al 1’ un rimpallo libera Lepore in piena area, ma il giovane centrocampista conclude a lato sul primo palo. Maestoso lo stacco aereo di Pellegrino al 6’ sul precisissimo traversone dalla destra di Bonfigli, ma Di Leo si supera smanacciando in angolo. Un minuto dopo Russo in fase di affondo sulla fascia destra, scorge il portiere ospite leggermente avanzato e per poco non lo beffa con un velenoso tiro-cross. Il Nardò ormai governa la partita con decisione e sapienza tattica, senza mai dare la sensazione di rischiare qualcosa, nonostante l’Apricena abbia rinvigorito la prima linea con l’innesto di Capogrosso. Un calo di concentrazione, favorito anche dall’espulsione di Guerriero, consente al 28’ ai dauni di confezionare una pericolossissima occasione da rete. Pescato da un lancio dalle retrovie Capogrosso si invola velocissimo sul settore sinistro difensivo neretino e dal limite lascia partire un diagonale potente e preciso che fa tremare il palo, con Panella scoordinato nella deviazione a rete sulla ribattuta.

Il pericolo corso convince il Nardò dell’urgenza di chiudere definitivamente il match. E così, un minuto dopo, Cillo, scattato sul filo del fuorigioco, si esibisce in una serie infinita di dribbling che fanno ammattire Prencipe, prima di battere Di Leo con un sinistro rasoterra.

Finale tutto di marca granata (Nobile, Palermo e Cillo sfiorano a ripetizione il terzo gol), ma con l’ingenua e pesantissima, in prospettiva, espulsione di Montefusco che affronta a muso duro Mastropieri, reo di una dura entrata ai suoi danni, scatenando un parapiglia in campo, che l’arbitro archivia con il cartellino rosso ai danni dell’under granata più in forma del momento, che sarà così costretto a saltare l’impegno infrasettimanale interno con il Massafra.

LE INTERVISTE DEL DOPOPARTITA
Tre punti preziosi per riprendere la lunga traversata in verticale della classifica, pur senza il conforto di un cenno di cedimento del Fasano. Quantomeno però, battendo l’Apricena, il Nardò si riporta a due punti dalla zona play-off (ma 3 punti del Lucera sono sub judice).

Giacomo Pettinicchio evidenzia subito l’importanza di una vittoria, legittimata nella ripresa dopo un primo tempo grigio per ragioni tecniche e ambientali. “Anzitutto mi pare che si stia sottovalutando il problema delle condizioni del terreno di gioco. E’ in condizioni pietose e quando arriverà la stagione delle piogge diventerà impraticabile. Una squadra tecnica come il Nardò è chiaramente penalizzata, non capisco cosa si stia aspettando ad intervenire. Dal punto di vista tattico è chiaro che lo spostamento a sinistra di Bonfigli, determinato dall’emergenza under di questi tempi, abbia determinato degli inevitabili scompensi”.

L’atteggiamento tattico dell’Apricena ha poi complicato ulteriormente il compito del Nardò. “La loro organizzazione difensiva era pressoché perfetta, erano corti e compatti a protezione della difesa. Prima abbiamo provato a stanarli con i lanci lunghi, le cose sono poi migliorate quando abbiamo allargato il gioco sulle fasce”.

L’emergenza under, che giovedì sarà aggravata dalla squalifica di Montefusco, rischia di diventare un grosso handicap sulla via del definitivo rilancio, anche se il tecnico granata prova a pensare positivo. “I ragazzi stanno comunque facendo la loro parte in pieno quando sono chiamati in causa. Certo c’è il problema della tenuta fisica per coloro che finora hanno giocato poco e non hanno i novanta minuti nelle gambe, come per esempio oggi è accaduto a Lepore”.

Pettinicchio insomma respinge qualsiasi ipotesi di alibi e guarda già all’impegno di giovedì prossimo contro il Massafra. “Un’altra gara dalla quale occorrerà trarre il massimo, pur essendo consci che presenterà delle difficoltà. D’altronde affrontiamo con questo spirito ogni partita, anche quelle di Coppa Italia, che abbiamo giocato con la formazione titolare”.

E’ dispiaciuto Mattia Montefusco per l’espulsione che giudica esagerata. “Non ho fatto nulla per meritare il cartellino rosso. Avevo solo chiesto all’avversario autore di un brutto fallo ai miei danni, maggiore lealtà in campo. Poi loro sono stati bravi a scatenare quel parapiglia e indurre così l’arbitro a ristabilire la parità numerica. Quanto alla partita abbiamo sofferto un pò nel primo tempo per scardinare il loro muro difensivo, ma abbiamo sempre avuto la gara in pugno”.

Michele Climaco per Nardocalcio.com

Foto dal terreno di gioco Giacomo Fracella, dalla tribuna Alexx




 

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