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 Il Toro bloccato da un ostico Massafra

NARDO' - MASSAFRA 2-2

NARDO’: Bassi, Russo, Di Sirio (Lepore 22’ s.t.), Parente, Paglialunga, Antico (Cillo 34’ p.t.), Palermo (Stefanizzi 33’ p.t.), Bonfigli, Nobile, Lubello, Zhabov. In panchina: Peluso, Pellegrino, Portaluri, Montefrancesco. All. Pettinicchio.

MASSAFRA: Leleuso, Cecere, De Palma, Martinucci, Clementini, Merolla, Gesuito, Masi (Angelini 20’ s.t.), Sansonetti (Turi 22’ s.t.), Campora, Lafuente (Sibillano 1’ s.t.). In panchina: Nettis, Mortilo, Peluso, Lucarelli. All. Geretto.

ARBITRO: Schiavone di Bari.

MARCATORI: Sansonetti su rig. 17’ p.t., Campora 28’ p.t., Nobile 41 p.t. e su rig. 10’ s.t.

NOTE: espulso Clementini 47’ p.t. per doppia ammonizione; ammoniti: Stefanizzi, Lafuente, Zhabov, Nobile, Leleuso, Paglialunga. Angoli 4-1 per il Nardò. 

Non è bastata una doppietta di Nobile per battere il Massafra nel posticipo serale infrasettimanale. Di fronte ai Granata si è presentato l'11 di Geretto disposto magistralmente in campo e pronto a sfruttare ogni errore della difesa neretina. Il Nardò subito sotto di due reti ha pagato ancora una volta un inizio balbettante aggravato dalla scarsa vena di alcuni elementi (Antico) e da scelte opinabili (Palermo).

La difesa alta e pressing dei massafresi ha costantemente messo in crisi la manovra neretina nei primi 45 minuti con ripartenze immediate e profonde che hanno trovato in Sansonetti l'ispiratore e il finalizzatore. Sue tutte le azioni pericolose. Al 15' fila tutto solo verso la porta di Bassi, cade e reclama l'espulsione di Antico, ma era evidente simulazione. 5 minuti dopo si procura un rigore franando addosso a Paglialunga che rimane immobile. L'arbitro abbocca e assegna il penalty. Sansonetti trasforma.

Il Nardò abbozza una velleitaria reazione con tiri da fuori di Nobile, Zhabov e Parente, ma è il Massafra su un capovolgimento di fronte a trovare la strada spianata verso Bassi. Campora approfitta e deposita in rete. Sembra finita, invece c'è il colpo di coda del Toro. Pettinicchio manda in campo Cillo e Stefanizzi al posto di Palermo e Antico. Al 45' Nobile accorcia le distanze spedendo in rete un corner di Parente. Bel guizzo in area e colpo di testa vincente. Due minuti dopo il Massafra rimane in dieci. La partita cambia volto.

Nel s.t. il Toro attacca a testa bassa e sfiora il goal prima con Lubello e poi con Nobile. Il portiere massafrese si supera. Poi al 18' è ancora Nobile a colpire. Sfugge alla marcatura avversaria e viene atterrato. Rigore nettissimo. Il bomber granata va sul dischetto e fulmina Leleluso. Il Massafra è sull'orlo del baratro, ma il Nardò non riesce più a spingere con veemenza. Entra Lepore al posto di Di Sirio. Pettinicchio le prova tutte ma la lucidità comincia a mancare. Il Nardò ritrova slancio solo nel finale colpendo la traversa con Cillo. Grande deviazione di Leleuso sulla trasversale sul diagonale dell'ala neretina.. Poi il giallo finale. Calcio d'angolo di Parente e colpo di testa vincente di Paglialunga, neanche il tempo di esultare che l'assistente segnala un fantomatico sconfinamento oltre la linea della parabola del cross. Finisce 2-2.

Un pari tutto sommato giusto che premia la migliore disposizione tattica del Massafra e che mortifica gli sforzi di un Nardò ancora una volta confusionario. Primo pareggio della stagione per il Nardò e punto pesante per il Massafra in questo turno infrasettimanale caratterizzato da risultati roboanti su tutt i campi.

Alexx per Nardocalcio.com

IL COMMENTO DI MICHELE CLIMACO

Non ci fosse un Fasano praticamente ormai irraggiungibile in testa alla classifica, non ci fosse stato quel deficitario avvio di campionato, le cui conseguenze sono ancora ben visibili nel persistente anonimato in classifica, il 2-2 casalingo con il Massafra lo si sarebbe potuto celebrare per la grande prova di carattere di un Nardò capace di rimontare l’iniziale 0-2, sino a sfiorare a più riprese la vittoria. E invece il mancato, sospirato bis casalingo, dopo la vittoria di domenica scorsa contro l’Apricena, oltre ad una grande occasione persa è, più in generale, la riprova di potenzialità ancora inespresse, ad un quarto di campionato già archiviato, di una crescita ad intermittenza, di un’emergenza che riguarda principalmente un reparto difensivo davvero imbarazzante per una ventina di minuti del primo tempo, quelli che hanno consentito al Massafra di scavare quel solco, poi solo in parte ripianato grazie al solito immenso Nobile.

La squalifica di Montefusco costringe Pettinicchio ad accelerare il recupero di Di Sirio, al rientro dopo un mese esatto. Bonfigli torna il catalizzatore centrale di gioco e così i granata si schierano con due under sugli esterni di centrocampo Lubello e il quasi esordiente Palermo (reduce dallo spezzone di gara contro l’Apricena), che si piazza a sinistra. In avanti c’è il ritorno a tempo pieno di Zhabov. Il Massafra di Geretto (il tecnico veneziano sempre imbattuto a Nardò) poggia su un classico 4-4-2 con l’ex Gesuito sulla destra, Campora in cabina di regia e Sansonetti e Lafuenti in attacco.

L’approccio alla gara del Nardò è secondo i canoni più classici di questo avvio di torneo: timido, impacciato, incapace di fraseggiare con costrutto (pur con l’attenuante di un terreno di gioco sempre più viscido e infido). Atteggiamento tutto improntato alla prudenza da parte del Massafra, che denota però subito tra le righe una discreta capacità di distendersi in avanti, in fase di ripartenza, con una certa disinvoltura. E quando alla scarsa brillantezza della manovra neretina si aggiungono una quantità esagerata di appoggi sbagliati, spesso nella propria metà campo, e difensori sempre piazzati male, i giallorossi ospiti cominciano a farsi coraggio e a cercare con più convinzione la profondità. Al 14’ il primo serio campanello d’allarme: da un appoggio sbagliato di Antico nasce una fuga solitaria di Sansonetti, che Parente neutralizza, lanciandosi all’inseguimento dell’avversario, con un tackle perfetto ma rischioso. Il Massafra insiste prediligendo il proprio settore destro d’attacco dove Palermo e Di Sirio sono costantemente presi d’infilata dalle giocate che trovano in Campora, Gesuito e Sansonetti autorevoli interpreti. E proprio da quel lato origina l’azione del rigore che sblocca il risultato. Solita micidiale ripartenza con rilancio dalle retrovie che Sansonetti con un tocco di testa trasforma in un assist smarcante per Gesuito. L’ex di turno vola indisturbato verso l’area del Nardò eludendo Di Sirio con un dribbling e trovando il contrasto con Paglialunga, che l’arbitro giudica falloso. Sansonetti trasforma dal dischetto con freddezza e precisione (rasoterra alla destra di Bassi).

Al vantaggio del Massafra seguono una decina di minuti di caos totale nella retroguardia neretina: l’unico a conservare lucidità è capitan Paglialunga. I tarantini non sfruttano un paio di situazioni potenzialmente favorevoli, ma infliggono il colpo dell’apparente k.o. al 28’. Antico, in proiezione offensiva, tenta un dribbling in area avversaria e perde palla. Micidiale il contropiede del Massafra che innesca subito Campora: l’argentino inizia la sua lunga fuga solitaria dalla linea di metà campo e dopo trenta metri di corsa batte Bassi, che lo attende in porta, con una conclusione a fil di palo.  

Pettinicchio comprende che occorre intervenire per contrastare questo incredibile istinto all’autolesionismo dei suoi e richiama in panca gli stralunati Palermo e Antico. Con l’ingresso di Stefanizzi, che si piazza a destra, Russo va a fare il difensore centrale, mentre Cillo rileva Palermo anche nel ruolo di centrocampista di sinistra. L’effetto immediato dei due cambi è quello di un assestamento difensivo favorito comunque dall’atteggiamento più prudente di un Massafra al quale non par vero di poter gestire la dote di un doppio vantaggio. Con il passare dei minuti il Nardò conquista un predominio della metà campo avversaria, che non si tramuta però in occasioni da rete.

Ma proprio sul rettilineo d’avvio del primo tempo, due episodi favorevoli al Nardò mutano l’inerzia della gara. Al 41’ Nobile svetta con tempismo in area massafrese e tramuta in gol, con una precisa  inzuccata un angolo di Parente. Al secondo minuto di recupero, invece, Clementini ostacola lo stesso Nobile nella battuta di una punizione e rimedia il secondo giallo.

Geretto rinuncia a Lafuente per ricomporre il quartetto difensivo con l’inserimento di Sibillano. La ripresa si trasforma subito in un arrembaggio del Nardò, mentre il Massafra è costretto a ritrarsi sempre più. Già al 2’ Zhabov fa filtrare un pallone smarcante in piena area, che Lubello calcia addosso a Leleuso. Al 10’ la rimonta è completata: lancio in verticale di Bonfigli per Nobile, visibilmente strattonato da Sibillano. Schiavone indica il dischetto e Nobile scaccia anche il tabù del penalty, trasformando il rigore con una gran botta. Ed è la sesta marcatura in campionato per il centravanti di Copertino.

Ora comincia addirittura a far capolino il sogno di una vittoria insperata. D’altra parte c’è tutto il tempo per cercarla e il Nardò è davvero ammirevole per la voglia e la quantità di energie profuse. Oltre che per il numero di palle gol collezionate. Qui ci limitiamo a menzionare le più clamorose. Al 21’ sugli sviluppi di una punizione spizzicata da Paglialunga, Bonfigli alza incredibilmente la mira a due metri da Leleuso. Nobile invece (28’) si inventa una girata dallo spigolo sinistro dell’area, che Leleuso smanaccia alla meglio, senza che vi sia nessun neretino a ribadire in rete. Il monologo del Nardò raggiunge l’apice al 38’ quando una fiondata di sinistro di Cillo è deviata da Leleuso sul palo. Un minuto dopo Zhabov prepara con gran classe, nello stretto, il destro, da posizione ravvicinata, ma non inquadra la porta. E poi c’è la beffa finale. Proprio nell’ultimo minuto di recupero la capocciata vincente di Paglialunga, sugli sviluppi del quarto angolo, battuto da Cillo, viene invalidata dall’arbitro su segnalazione del guardalinee, perché nella sua traiettoria arcuata il pallone esce idealmente dal terreno di gioco, prima di giungere sulla testa del capitano.      

Il doppio turno casalingo va così in archivio, senza che sia servito nemmeno ad operare un deciso riavvicinamento alla zona playoff, che resta comunque a portata di mano. Ma non si comprende perché questa squadra debba ogni volta condannarsi a remare controcorrente, anche in casa, regalando o un tempo (Capurso, Apricena) o, peggio ancora, il vantaggio all’avversario (Lucera, Galatina, Massafra). Resta insoluto il problema della tenuta del reparto arretrato, e più in generale il discorso relativo agli equilibri complessivi della fase difensiva (inconcepibile che un avversario percorra cinquanta metri senza alcun ostacolo). L’inserimento di Russo non ha ancora prodotto risultati evidenti in tal senso. Ed è ovvio che senza una decente solidità e sicurezza difensiva, qualsiasi obiettivo ambizioso, sia pure  di rincalzo (playoff, Coppa Italia), sia da riporre mestamente nel cassetto. Come appare un mistero inspiegabile che una squadra capace di produrre occasioni da gol a raffica, quando si trova nelle condizioni di dover rimontare, sia sopraffatta dall’inerzia e dall’abulia, puntualmente, ad ogni avvio di gara. Pettinicchio ha insomma tanto da lavorare su una squadra ancora incapace di abbinare compiutamente forza, tenacia e tecnica a personalità e intelligenza tattica.

Michele Climaco per Nardocalcio.com




 

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