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 Granata nel fango

Photo by Neretina_doc

NUOVA NARDO' 0-0 D.U. BISCEGLIE

Un altro squallido pareggio in casa. Non sono bastati gli inserimenti dei nuovi arrivati (Umbro e Casaluci) a risolvere i problemi del Nardò. Squadra in piena crisi involutiva e di identità.

NARDO’: Bassi, Sepe, Montefusco, Parente, Russo, Antico, Scarpello (Stefanizzi 1’ s.t.), Montefrancesco (Branà 39’ s.t.), Nobile, Cillo (Casaluci 29’ s.t.), Umbro. In panchina: Peluso, De Noto, Presicce, Lepore. All. Ciullo.

BISCEGLIE: De Mare, Cuocci, Gusmai, Voglino (Pasculli 42’ s.t.), Nucera, Landi, Simone (Tursi 2’ s.t.), Montecasino, Candita, Stramaglia (Volturno 13’ s.t.), Di Pinto. In panchina: Monaco, Racanati, Sinigaglia, Paragò. All. Ferrante.

ARBITRO: Scatigna di Taranto.

NOTE: ammoniti Montefrancesco, Voglino, Volturno, Antico. Angoli 4-1 per il Nardò.



Un punto di speranza e di sofferenza. Riposti mestamente nel cassetto i sogni estivi e sintonizzatosi sul canale di una salvezza che ad oggi appare davvero problematica, al Nardò, il pareggio colto contro il Bisceglie, serve almeno ad attutire lo sprofondamento verso la zona playout, grazie anche ai k.o. di Copertino e Capurso. In attesa di un cambio di passo, del quale ancora non si scorgono segnali (ottava partita senza vittoria). Sempre più condizionato dai propri difetti strutturali il Nardò di questi tempi può semplicemente soffrire e lottare su ogni pallone, e sperare che l’imprecisione degli attaccanti avversari eviti di trasformare le ripartenze altrui in colpi micidiali e devastanti. Ed eccoci al tema della sofferenza, che non è generata soltanto dal disagio tattico-estetico di assistere ad una manovra monotona, lenta, farraginosa e senza sbocchi su un terreno sempre più orribile, ma che deriva anche dalle tante occasioni (ne abbiamo contate sei) non finalizzate dal Bisceglie nei rapidi capovolgimenti di fronte. A fronte di sole due palle gol create dal Nardò proprio ad inizio e conclusione della contesa e capitate sui piedi di Nobile e Stefanizzi. Alla luce di tali dati lo 0-0 finale è un puro frutto del caso e non di una ritrovata compattezza nella fase difensiva e quanto meno non lascia adito ad alcun tipo di recriminazione in casa granata.

Ciullo getta subito nella mischia il neoacquisto Umbro, autore di una prova convincente. L’attaccante romano, arrivato dal Capo Vaticano (eccellenza calabrese), è il partner di Nobile in un 4-4-2 che ai lati del centrocampo (anche a causa del forfait in extremis di Rucco) schiera gli impalpabili Cillo e Scarpello. Il rientro di Parente assicura maggior spessore al centrocampo (generosissimo come al solito Montefrancesco), ancora ai box per infortunio capitan Paglialunga. Speculare, almeno a livello di modulo tattico, il Bisceglie con l’esordiente Montecasino a centrocampo accanto all’ex Voglino (il meno efficace dei suoi). E a proposito di ex da segnalare un ottimo Landi sulla fascia sinistra, che con i suoi inserimenti, tiene costantemente in apprensione Cillo e Sepe, alle prese anche con i tagli centrali di Candita.

Una verticalizzazione di Parente mette subito Nobile a tu per tu con De Mare (6’). Esce a valanga il portiere nerazzurro e respinge alla meglio la conclusione dell’attaccante del Nardò. Non è finita perché sulla ribattuta si avventa Umbro, il cui sinistro dal limite è deviato in angolo da un difensore. Due minuti dopo il Bisceglie mette subito in evidenza la sua facilità di manovra. Stramaglia orchestra una pericolosa ripartenza, difesa neretina piazzata male e lancio smarcante per il taglio centrale di un liberissimo Candita, disastroso però nel controllo del pallone. Al 16’ cross perfetto di Di Pinto dalla linea di fondo, a vuoto Bassi, Stramaglia manca per un soffio la deviazione di testa sotto rete. I due pericoli corsi rendono più prudente il Nardò, che non correrà più rischi per tutto il primo tempo, pur continuando a concedere spazi sul suo lato destro. La solita incapacità di fornire palloni giocabili agli attaccanti, non impedisce ad Umbro di darsi un gran da fare. Il nuovo acquisto svaria con grande generosità sul fronte d’attacco e con velocità doppia rispetto ai suoi nuovi compagni. Al ‘32 arpiona con maestria un pallone in area, supera con uno scatto bruciante il diretto marcatore, ma poi si allunga di un soffio il pallone oltre la linea di fondo.

Nella ripresa Ciullo ricorre a Stefanizzi (rileva Scarpello) per provare a tamponare le falle sulla fascia destra. Ferrante invece richiama in panchina l’esterno di centrocampo Simone e con l’ingresso di Tursi passa ad una difesa con tre centrali (Cuocci, Gusmai e Nucera), che diventa a cinque grazie al supporto degli esterni. Chiaro l’intento di blindare ogni spazio e provare a pungere in contropiede.

Cresce la pressione del Nardò, ma non si registra alcuna iniziativa realmente pericolosa dalla trequarti in avanti. E Parente è costretto a tentare la soluzione dalla distanza (6’ e 11’) trovando nella seconda occasione la deviazione in angolo di un difensore. E così il Bisceglie può sfruttare al meglio la sua velocità nell’esecuzione della manovra e la discreta precisione nei passaggi. Al 16’ non scatta il fuorigioco e Candita fila solitario verso Bassi decisivo nella parata a terra in uscita. Due minuti dopo è Landi ad inserirsi con tempismo sulla sinistra sull’apertura precisa di Volturno, diagonale in corsa neutralizzato da un Bassi nuovamente decisivo. Il Nardò chiama all’opera De Mare al 24’ con Montefrancesco che gira di destro in porta una respinta della barriera sulla punizione di Nobile. Intorno alla mezzora l’altro nuovo acquisto Casaluci (ex Taurisano) rileva uno spento Cillo. Abbozza uno sbiadito forcing finale il Nardò, spinto dall’orgoglio e dalla buona volontà. Il Bisceglie si compatta sempre più a protezione della difesa e si distende in velocità nel ribaltamento dell’azione. E al 42’ sfiora nuovamente il vantaggio. Russo non riesce a chiudere sulla fascia destra una incursione offensiva nerazzurra, sul cross si avventa Tursi che all’altezza del dischetto del rigore calcia a botta sicura, ma il tiro rimpalla sul corpo di un difensore. La seconda palla gol di marca granata, al 46’, scaturisce sugli sviluppi di una punizione laterale di Parente, in mischia Stefanizzi si ritrova tra i piedi un pallone da spingere in porta da pochi passi ma sparacchia su De Mare. Si rischia la beffa atroce al 48’: ancora Tursi, dalla stessa posizione di prima, ma stavolta angola di un soffio a lato.

LE INTERVISTE DEL DOPOPARTITA

La politica dei piccoli passi. E’ inutile pretendere di più dal Nardò di questi tempi. Anche se Ciullo (al quarto pareggio in cinque gare) è ben conscio che proseguendo di questo passo la salvezza rischia di diventare una montagna troppo ripida da scalare. “Prendiamo quanto di positivo questa gara ha offerto. Il risultato anzitutto. Il pareggio non è da disprezzare: è vero che abbiamo avuto due limpide opportunità per passare in vantaggio, ma abbiamo concesso anche un certo numero di occasioni al Bisceglie, per cui alla fine il risultato è giusto. E poi l’impegno messo in campo dai giocatori. Hanno dato tutto quello che potevano, dopo una settimana travagliata e difficile. Sotto questo punto di vista non ho nulla da rimproverare ai ragazzi”.

Alla fine però è negativo il saldo tra occasioni create e palle gol concesse agli avversari. Ciullo lo ammette e offre la sua chiave di lettura.

“Ho giocato da avversario su questo campo già lo scorso anno, quando era già in condizioni precarie, anche se non a questi livelli. Per esperienza diretta posso dunque assicurarvi, che per chi viene a giocare a Nardò è agevole chiudere ogni spazio e ripartire, contando anche sulle difficoltà di chi è chiamato a fare la partita. Infatti loro nella ripresa hanno giocato con cinque difensori, puntando tutto sulle ripartenze. E noi attaccando, abbiamo concesso spazi. Proprio per evitare eccessivi rischi ho rinunciato a Scarpello nella ripresa. Il ragazzo su quel terreno non può reggere per novanta minuti”.

Un punto che fa morale in attesa di una inversione di tendenza. Intanto Ciullo commenta anche i movimenti di mercato avvenuti in settimana, che hanno registrato le partenze di Migali e Portaluri e gli arrivi di Umbro e Casaluci.

“E’ chiaro che per salvarsi bisognerà presto cominciare a mettere in saccoccia qualche vittoria. Quanto agli esordienti sicuramente positivo il debutto di Umbro, che ha offerto un buon contributo, con il suo grande movimento, alle azioni offensive. Casaluci è un centrocampista offensivo, che può giocare anche sull’esterno. Ora per completare il mosaico serve soprattutto un difensore più veloce, per ovviare all’inconveniente di un reparto assemblato con giocatori dalle stesse caratteristiche”.

Michele Climaco per Nardocalcio.com

Photo, video & editing Alexx




 

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