Un Toro combattivo tiene testa alla capolista Fasano. Nardò privo di Nobile, perde Paglialunga e Presicce per infortunio. Grande prestazione del centrocampo e di Cillo. Difesa finalmente ermetica.
NARDO’: Bassi, Russo, Montefusco, Branà, Antico, Paglialunga (Carnevale 45’ p.t.), Rucco (De Noto 45’ s.t.), Parente, Presicce (Scarpello 22’ s.t.), Cillo, Montefrancesco. In panchina: Gabrieli, Capuano, Sepe, Casaluci. All. Ciullo.
FASANO: Laguardia, Padovano, Pistoia, Speciale, Ricciardi, Costantino, Millan, Sisalli (De Pascalis 42’ s.t.), Medico, De Vita (Mastrolonardo 19’ s.t.), Tomeo. In panchina: Fortunato, Muolo, Miglione, Arguello, Cicotello. All. Sgobba.
Un pareggio appagante contro la capolista Fasano. Perchè consente di allungare di un punto sulla zona play-out, ma soprattutto perché rivela un Nardò di sostanza e nello stesso tempo da battaglia. Finalmente una squadra che si danna l’anima, corre, non si fa intimorire dallo spessore dell’avversario, non si fa condizionare dall’alibi delle assenze. E che assenza! Contro la capolista la febbre mette k.o. Nobile, l’uomo dei 14 gol, il bomber al quale il Nardò si aggrappa nella rincorsa verso la salvezza, l’unico giocatore davvero insostituibile di questa balorda stagione.
Il forfait del bomber sembra responsabilizzare la squadra. Ne nasce un primo tempo straordinario per intensità agonistica, determinazione, ordine e voglia di battersi. Ciullo ripresenta Paglialunga (sfortunato protagonista di un rientro che sembra preludere ad una nuova lunga assenza) in difesa e avanza Montefrancesco tra le linee a supportare l’azione dell’effervescente Presicce, unico terminale offensivo (finchè la malasorte non elimina anche l’enfant prodige dalla contesa). Sull’altro fronte Sgobba predispone un 4-1-4-1, con l’argentino Millan schermo dinanzi alla difesa, Tomeo e Sisalli larghi sugli esterni e Medico punto di riferimento centrale.
L’inedito schieramento tattico non impedisce al Nardò di provare ad affondare i colpi. Certo la gara è sostanzialmente equilibrata, il Fasano non è avversario disposto a concedere spazi a cuor leggero, ma il Nardò evidenzia una maggiore coralità di manovra rispetto al passato. Montefrancesco non disdegna l’iniziativa personale a dispetto dell’inedito ruolo, Cillo è sempre alla ricerca dello spunto di classe, Presicce pur in assenza di un partner d’attacco, tiene sempre in apprensione la rocciosa retroguardia ospite, sovente costretta al raddoppio di marcatura per ovviare alla facilità di dribbling del baby campioncino neretino.
E al 12’ il Nardò sfiora per due volte il vantaggio. Sugli sviluppi di un angolo, Antico imprime di testa una parabola arcuata al pallone, Laguardia è scavalcato, ma proprio sulla linea salva un difensore. Ma non è finita. L’azione continua a dipanarsi e la botta, quasi a colpo sicura di Antico, in piena area, carambola sul corpo di un avversario. La difesa granata, concentrata e attenta, va in difficoltà solo al 18’. E’ rapida l’offensiva fasanese: Sisalli tocca per De Vita, che elude un avversario, si sistema il pallone sul destro, ma angola di un soffio da posizione centrale. Cillo cerca insistemente la giocata di classe. Gli riesce al 33’, punta Padovano, lo salta, penetra in area da posizione laterale mette in mezzo un pallone radente, che Laguardia smanaccia in angolo, anticipando di un soffio Presicce. Il Nardò è molto abile a far scattare la trappola del fuorigioco e quando al 40’ Sisalli trova il varco giusto per insaccare il pallone, sventola già la bandierina del guardalinee. Poi Paglialunga si fa male nel contrastare in tackle un affondo di Tomeo e abbandona il campo.
La ripresa si rivela, presto, ancor più una gara di controllo e di autocontrollo su entrambi i fronti. Nessuna delle due squadre riesce ad imporre con continuità il proprio gioco e diventa sempre più difficile procurarsi gli spazi giusti per colpire. Da segnalare proprio in apertura una inzuccata di Medico (2’), che sovrasta Carnevale, ma non inquadra lo specchio della porta. Con l’infortunio di Presicce, l’azione del Nardò perde ulteriormente in termini di profondità e la gestione del pareggio diventa quasi una necessità. Punture di spillo i tentativi di Montefrancesco (32’) e Sisalli (’37). Brividi finali sull’angolo battuto dal Fasano proprio al novantesimo. Ma il pareggio non vacilla. E’ lo specchio fedele delle forze in campo e della sostanza del confronto.
LE INTERVISTE DEL DOPOPARTITA
Lo spauracchio Fasano non sconvolge la tabella salvezza. Il pareggio consente addirittura di allungare sulla zona playout e rimanda di tre giorni il momento della verità. Perché il destino del Nardò è inevitabilmente legato alla gara di domenica prossima con il Copertino. Lì sarà in ballo una fetta enorme di salvezza.
Felice per il passettino in classifica, ma soprattutto per la prestazione della squadra Totò Ciullo.
“Un grande primo tempo, anzi direi quasi superlativo. Sapete quanto valga per noi Nobile in attacco, eppure siamo stati in grado di costruirci almeno un paio di palle gol nitidissime. La soluzione di utilizzare Montefrancesco alle spalle di Presicce ha creato problemi al Fasano. Insomma nonostante il pesante forfait ci siamo giocato fino in fondo le nostre carte”.
Almeno sino all’infortunio di Presicce.
“Il ragazzino è stato ancora una volta straordinario. S’è mosso con grande personalità ed efficacia nel cuore di una retroguardia di giocatori di consumata esperienza. Peccato per il suo infortunio, mi auguro che non pregiudichi la sua partecipazione a questa fase decisiva del torneo. E’ chiaro che con la sua uscita abbiamo pagato tanto in termini di profondità”.
Inappuntabile la prestazione della retroguardia, nonostante anche lì si pianga un nuovo infortunio a capitan Paglialunga.
“Dietro siamo stati perfetti. Avevo raccomandato grande attenzione sulle palle inattive. Il Fasano ha trovato in quel modo il 70% delle sue realizzazioni. Noi spesso abbiamo pagato caramente alcune distrazioni in situazioni di quel tipo, come domenica scorsa contro il Cerignola. Stavolta tutto è filato liscio”.
Il tecnico plaude infine al pubblico e già rivolge lo sguardo alla prossima decisiva battaglia.
“La tifoseria ha dato una carica eccezionale alla squadra, incitandola senza tregua per novanta minuti. La salvezza va costruita anche col loro apporto. Domenica ci attende un impegno fondamentale. E’ chiaro, a questo punto, che occorra obbligatoriamente fare il pieno nei prossimi due impegni casalinghi. L’unico rammarico deriva nuovamente dagli infortuni. Rischiamo di ritrovarci daccapo con gli uomini contati, nel momento decisivo della stagione”.
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