Omographicphoto by G. Fracella
| NUOVA
NARDO' |
2-1 |
V.
LOCOROTONDO |
Il Toro batte il Locorotondo in una partita sconvolgente. Il Loco va in vantaggio con una micidiale punizione da 40 metri a 20' dalla fine. Si abbatte un nubifragio di proporzioni bibliche e il Toro sembra al tappeto. L'arbitro sospende il match ma lo fa riprendere dopo 15. Tutto sembra perduto, invece i Granata sfoderano tutta la rabbia che hanno in corpo. Nobile pareggia al 42' e quando tutti aspettano il fischio finale, Parente piazza l'incredibile colpo del KO. TUTTI PAZZI DI GIOIA. TUTTI NEL FANGO. CIULLO FINALMENTE SORRIDE.
NARDO’: Bassi, De Noto, Montefusco, Branà, Russo, Capuano (Sepe 28’ s.t.), Rucco (Scarpello 30’ p.t.), Parente, Nobile, Ciullo, Montefrancesco (Umbro 21’ s.t.). In panchina: Gabriele, Lepore, Volturo, Quarta. All. Ciullo.
LOCOROTONDO: Portoghese, Palmisano (Insanguine 43’ s.t.), De Blasio, Costernino (Lanzillotti 46’ p.t.), Anglani, Semeraro, Serri, Pascazio, Beltrame, Maurelli, Capriati (Costanza 24’ s.t.). In panchina: Argento, Curri, Calabretto, Martina. All. Columbo.
ARBITRO: Buononato di Foggia.
MARCATORI: De Blasio 21’ s.t., Nobile 40’ s.t., Parente 49’ s.t.
NOTE: Gara sospesa a causa della pioggia al 37’ s.t. e ripresa dopo venti minuti. Ammoniti Beltrame, Sepe e Branà. Angoli 4-0 per il Nardò.
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Un pomeriggio da tregenda che all’improvviso si trasforma in una domenica soave. E le lacrime, stavolta di gioia, scorrono insieme alla pioggia battente, agli applausi, all’entusiasmo incontenibile. Il Nardò vince all’ultimo respiro ed è salvo, in una partita irripetibile e che già consegnata alla storia. Quando l’arbitro decide di riprendere la gara nel pantano, la prospettiva di un ulteriore torto, dell’ennesimo colpo gobbo della malasorte, di un’altra settimana di passione trasformano il Nardò in un toro scatenato. E così quelli che erano apparsi in un primo momento come i dodici minuti della beffa, si trasformano nell’apoteosi. Svantaggio ribaltato, grazie al solito immenso Nobile e a Parente e salvezza acquisita, davanti ad un pubblico attonito e nel contempo ebbro di gioia.
Il campionato del Nardò si decide dunque nel secondo tempo più lungo della storia calcistica granata. Dura quasi quanto una partita intera: cinquanta minuti di gara e venti di sospensione, ed è un distillato di emozioni. Nel primo tempo la partita è stata tesa, anche se sostanzialmente corretta, con un Nardò contratto, consapevole dell’importanza della gara e davvero vicino al gol soltanto in apertura (4’), quando una punizione di Nobile è andata a stamparsi sulla traversa.
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La ripresa inizia dunque con il Nardò che prova a stringere i tempi, anche se deve fare i conti con l’equilibrio e la solidità di un Locorotondo, schierato in campo con un 4-3-3 che in fase difensiva vede gli esterni Serri e Capriati ripiegare a centrocampo. Ciullo nel frattempo ha dovuto fare a meno per infortunio di Rucco, che ha abbandonato la contesa a due terzi della prima frazione, sostituito da Scarpello, ed è passato dal 4-4-1-1 del primo tempo a un più offensivo 4-4-2 con Ciullo più vicino a Nobile e Montefrancesco a fungere da esterno di centrocampo.
La pressione granata è però sterile e si traduce in un tiro dalla media distanza di Parente (16’), che potrebbe rivelarsi insidioso solo perché il pallone rimbalza davanti a Portoghese, che comunque blocca la sfera. La retroguardia improvvisata del Nardò fino a quel momento ha retto tutto sommato bene, a parte un paio di sbavature, chiudendo gli spazi e difendendosi in maniera ordinata. Il Locorotondo ha però dalla sua una risorsa alternativa, i calci piazzati dello specialista De Blasio, che già nel primo tempo ha chiamato Bassi ad un paio di interventi non semplici. Quando però al 21’ l’arbitro ravvisa un fallo di Capuano su Beltrame, a circa trenta metri dalla porta neretina (contestato dai granata per un precedente fallo di mano dell’attaccante barese), in pochi si rendono conto della minaccia. E invece il sinistro del terzino rossoblù, violento e carico di effetto, è indirizzato proprio all’angolino alto alla sinistra di Bassi. Il portiere del Nardò quasi ci arriva, tocca anche il pallone, che però beffardamente si insacca.
Una doccia gelata per il Nardò, la chiave d’accesso ai playoff per il Locorotondo. Frattanto comincia a diluviare, mentre il Nardò si spinge con impeto in avanti. Cillo prima costringe Portoghese alla parata in due tempi (29’) e poi servito da Nobile sfiora di testa l’incrocio dei pali (30’). La tensione sale a mille sugli spalti quando l’arbitro sorvola su una evidente trattenuta in area ai danni di Nobile (31’). Lampi e tuoni si aggiungono al diluvio e al 37’ l’arbitro ordina una sospensione di 15 minuti. Si riprende tra le proteste dell’intero stadio, che aveva confidato in una sospensione definitiva sotto la pressione della ragion di stato e del Locorotondo, che nel frattempo ha spodestato il Lucera (fermato sul pari a Galatina) dalla zona playoff.
Ma nel pantano il Nardò realizza un vero e proprio capolavoro, riscattando con una grande prova di carattere una stagione controversa e deludente. I granata, come invasati, viaggiano a mille nella risaia in cui è ridotto il terreno del Comunale. Irresistibile l’azione personale di Cillo, che tre minuti dopo la ripresa del gioco, mette in area il pallone, che in mischia Nobile sospinge in rete. Il Nardò non si accontenta, insiste, sospinto dai circa duemila tifosi presenti sugli spalti. E proprio nell’ultimo assalto, Nobile costringe Portoghese alla deviazione in angolo. E sul tiro dalla bandierina è di Parente l’inzuccata che vale la permanenza più pirotecnica della storia. Una salvezza festeggiata quasi come una promozione. La trasferta di Altamura ora è solo una formalità. L’incertezza del futuro, stasera appare come qualcosa di molto lontano. Questo è il momento dell’abbraccio ad una squadra che in dodici strepitosi minuti
ha riscattato un’intera stagione.
Michele Climaco per Nardocalcio.com
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Editing Alexx