foto Neretina_doc
NARDO'
- COPERTINO 1-1
NARDO’:
Bassi, Russo, Montefusco, Montefrancesco, Paglialunga, Portaluri (Antico 12’
s.t.), Stefanizzi (Lubello 35’ s.t.), Bonfigli, Nobile, Lepore, Zhabov (Cillo
8’ s.t.). In panchina: Peluso, Parente, Migali, De Noto. All. Pettinicchio.
COPERTINO:
Martina, Inguscio, Amendola, Urbano, De Benedittis, Carelli, Botrugno
(Dell’Anna 24’ s.t.), Conversano (Rizzello 45’ s.t.), Quarta, De Rinaldis
(Falcione 31’ s.t.), Tondo. In panchina: Di Punzio, De Lorenzo, Romano,
Scigliuzzo. All. Mazzotta.
ARBITRO:
Meleti di Lecce
MARCATORI:
Quarta 1’, Nobile 10’ p.t.
NOTE:
ammoniti Tondo, Amendola, Portaluri, Carelli; angoli 7-3 per il Nardò.
Non
è bastato il 2-1 dell’andata al Nardò per evitare pericolosi patemi
d’animo. La qualificazione ai quarti di Coppa Italia alla fine non è
sfuggita, ma quel gol subito dopo pochi secondi ha lasciato la gara in bilico
fino al novantesimo, costringendo il Nardò ad un dispendio fisico e mentale da
partita vera. D’altronde era prevedibile che il Copertino, impelagato in
campionato in zona playout, si aggrappasse a questo retur-match degli ottavi di
Coppa, con tutte le sue forze, per non congedarsi definitivamente da quelle
aspirazioni di “grandeur” coltivate in estate e andate in fumo
nell’impatto con la realtà del campionato. Era invece meno prevedibile che il
Nardò, da sempre allergico agli avvii di gara, trasformasse questa suo limite
in un vero e proprio incubo, facendosi repentinamente infilare da Quarta, con la
consueta complicità della difesa. Per fortuna è poi immediatamente salito in
cattedra Nobile, irresistibile anche in questa competizione (è già al quinto
centro), per rendere più consistente quel filo, cui erano appese le speranze di
qualificazione senza complicazioni del Nardò, che ha retto fino al termine.
L’opzione
Coppa Italia, che in prospettiva promozione ha assunto grande importanza anche
per il Nardò, alla luce della fuga irresistibile del Fasano in campionato, è
confermata dalle scelte di Pettinicchio. Il tecnico granata, nonostante
l’assurdo tour de force imposto dai calendari e che durerà ancora per dieci
giorni, concede un turno di riposo solo a Parente e Antico (quest’ultimo sarà
però richiamato “alle armi” nella fase decisiva del match), sostituiti da
Montefrancesco e Portaluri (al rientro dopo l’infortunio di Novoli). Mazzotta,
alla sua prima panchina dopo l’investitura ufficiale da parte della sua società,
allestisce un Copertino a trazione anteriore (4-3-3) e affida al tridente
composto da Botrugno, Quarta e Tondo il tentativo di rimonta.
Il
Copertino comincia subito a manovrare con buona incisività e discreta velocità
e si ritrova subito in vantaggio. L’ex De Rinaldis, che nello scacchiere
tattico di Mazzotta è il centrale di destra, si allarga sulla fascia e lascia
partire un preciso traversone che Quarta, indisturbato a centro area, schiaccia
di testa in rete.
Lo
svantaggio è come sale sulla ferita delle partenze al rallentatore dei granata
e ne sollecita l’orgoglio. Il Nardò gioca così finalmente un primo tempo
vero, assumendo con decisione l’iniziativa. Partita nella partita è la sfida
a colpi di botte dalla distanza e puntuali repliche tra Paglialunga e il
portiere copertinese Martina. Il capitano neretino, già al 3’, prova a
beffare Martina con un gran sinistro dalla trequarti: il portiere recupera la
posizione e devia in angolo. Al 9’ Paglialunga ci riprova su punizione dai
trenta metri e stavolta il portiere è chiamato al tuffo per la deviazione in
angolo.
E’
l’antefatto del fulmineo pareggio del Nardò: sul tiro dalla bandierina il
ponte aereo di Bonfigli si trasforma in preciso assist per il puntale stacco di
testa di Nobile, che da distanza ravvicinata non lascia scampo alla sua ex
squadra.
Il
pareggio non doma il Nardò che continua a fare la gara, pur senza trovare più
varchi nella retroguardia avversaria. E il Copertino corre un vero pericolo solo
al 37’ quando Zhabov, in beata solitudine, perde l’attimo propizio per
controllare un pallone proveniente dalle retrovie, consentendo la risolutiva
uscita di Martina.
L’approccio
al secondo tempo del Nardò è da brividi. Sembra il replay del primo tempo. E
al 1’ una punizione calciata da Tondo, va ad infrangersi sulla traversa. Al
3’ non scatta la trappola del fuorigioco e Quarta conclude una corsa di trenta
metri con un diagonale che colpisce il palo. La retroguardia è ormai in bambola
e al 10’ Portaluri rischia il rosso per interrompere una nuova percussione
solitaria di Quarta. Pettinicchio corre ai ripari e getta nella mischia Antico.
La mossa si rivela decisiva, anche se non è da escludere che la squadra
finalmente si cacci fuori da quel buco nero in cui talora misteriosamente
precipita.
Da
questo momento in poi infatti la gestione della partita scivola via senza
eccessivi patemi. E l’unico brivido deriva da un disimpegno errato di Russo
(23’), sul quale si fionda Tondo, il cui sinistro in corsa, smorzato da un
difensore, è preda sicura di Bassi. Bonfigli e Cillo provano, invano, a
regalare un finale di gara più disteso. L’argentino mette di testa a lato
(’21) una preciso traversone di Russo, mentre l’ex magliese (’29) è
anticipato in extremis da un difensore su un passaggio smarcante di Lepore.
Così
lo spauracchio dei supplementari aleggia fino al triplice fischio finale, anche
se il Copertino, volontà a parte, non sembra più possedere la lucidità
necessaria per far vacillare la retroguardia del Nardò.
Ora
a contendere l’accesso alle semifinali di Coppa, il Nardò troverà il Maglie.
In vista invece dell’impegno di campionato contro il Molfetta, da valutare le
condizioni di Zhabov e Stefanizzi. Il bulgaro è uscito dolorante dopo un
contrasto con De Rinaldis, mentre l’under ha lasciato il campo per crampi a
dieci minuti dalla fine.
Michele
Climaco per Nardocalcio.com