Un'altra mazzata sul Toro
Data: Venerdì, 10 novembre @ 22:22:39 CET
Argomento:


NUOVA NARDO' CALCIO    1-2    AUDACE CERIGNOLA

NARDO’: Bassi, Russo, Montefusco (Di Sirio 22’ s.t.), Parente, Paglialunga, Antico, Lubello, Bonfigli (Zhabov 14’ s.t., Montefrancesco 41’ s.t.), Nobile, Cillo, Lepore. In panchina: Peluso, Portaluri, Palermo, Volturo. All. Volturo.

CERIGNOLA: Marinacci, Borrelli, Modesto (Morra 12’ s.t.), Santoli, Colangione M., Porro (Malerba 6’ s.t.), Piscopo, Grieco, Carosella, Carlucci, D’Ambrosio (Capozza 14’ s.t.). In panchina: Russo, Colangione G., Marra, Pascali. All. Di Corato.

ARBITRO: Castrignanò di Brindisi.

Marcatori: Carosella 38’ p.t., Grieco 21’ s.t., Parente 22’ s.t.

Note: Ammoniti: Bonfigli, Capozza, Nobile. Angoli 2-1 per il Cerignola.



Il Nardò continua ad aggirarsi sperduto nel labirinto di una crisi senza fine. Nessuno sperava che questa domenica di transizione, in attesa dell’avvio ufficiale dell’era Ciullo, svelasse soluzioni o formule in grado di risolvere i problemi strutturali di una squadra dall’organico incompleto e ricco di contraddizioni. Il guaio è che, secondo consolidata tradizione in casa neretina, l’allontanamento del tecnico non è servito neanche a garantire quello scossone psicologico, in grado di produrre almeno una reazione nel segno della pura e semplice emotività.

E così, qualità dell’avversario a parte, e il Cerignola si è dimostrato tra gli attuali occupanti la zona play-off, il complesso meglio assemblato e ricco di organizzazione ed individualità, il Nardò ha palesato limiti e difetti già ampiamente noti. E ci riferiamo alle sempre più preoccupanti crepe che si aprono in quella difesa, che in tempi non tanto lontani era una vera e propria roccaforte; alla conclamata inadeguatezza del parco under, al di là delle ormai datate e note assenze; alla inconsistenza di un reparto avanzato, che in assenza di un vero partner, costringe Nobile ad un lavoro sfiancante, deleterio per l’attaccante stesso e improduttivo per l’economia complessiva della squadra. Anche contro il Cerignola, la somma di tutti questi mali ha prodotto una prestazione caratterizzatasi, per oltre un’ora, per autolesionismo difensivo, inconcludenza della manovra, incapacità di creare uno straccio di palla gol.

Come spesso è accaduto la situazione è mutata con il Nardò sotto di due gol. Incoraggiata da un gol inventato da Parente, la squadra ha finalmente tramutato paure e tensioni in rabbia e generosità, sfiorando almeno tre volte, clamorosamente, il gol del pareggio, che sarebbe potuto almeno giungere su calcio di rigore per un affossamento di Zhabov ad un passo dalla linea di porta, se il solito Castrignanò (lo stesso arbitro di Nardò-Locorotondo dello scorso anno) non avesse confermato la sua allergia a concedere calci di rigore in favore del Nardò.

Il traghettatore Volturo è costretto a fare i conti con il solito mucchio di defezioni, cui si aggiungono gli infortuni (eredità del turno infrasettimanale di Francavilla) di Rucco, Migali e Pellegrino e il forfait improvviso dell’influenzato Stefanizzi. La squadra si schiera in campo con un inedito 4-3-3 che per caratteristiche tecniche dei due attaccanti esterni (Cillo e Lubello) assomiglia di più ad un 4-5-1. Di Corato, sull’altro fronte, privo degli squalificati Pezzulli e Lasalandra opta per un 4-4-1-1 con Carlucci a supportare l’unica punta Carosella e due esterni di centrocampo (Grieco e Piscopo) dalle spiccate attitudini offensive.

La manovra del Nardò si rivela subito improduttiva e rattrappita. Più vivo e meglio organizzato il Cerignola, che dopo un quarto d’ora di studio, comincia gradualmente ad affondare i colpi. Al 16’ Paglialunga, in piena area, è tempestivo nell’anticipo su Carosella, messo in moto da un passaggio filtrante. Un minuto dopo Colucci manda sull’esterno della rete una punizione dal vertice destro dell’area di rigore. Una leggerezza di Antico consente al 19’ a Carosella di liberare un diagonale che termina a lato. Avvisaglie della piega che ha preso l’incontro, che vede i dauni esercitare un discreto predominio territoriale, con Piscopo in particolare evidenza sulla fascia destra. Ma il Cerignola sa far male anche sul lato opposto e lì costruisce la prima vera e propria occasione da rete al 21’, con una triangolazione tra Carosella e Grieco, che Bassi sventa opponendosi con i pugni a terra.

Sono le prove generali del gol cerignolano che giunge al 38’. Grieco imbecca alla perfezione in area Carosella, che con la difesa granata in ritardo nella chiusura ha tempo e spazio per battere il povero Bassi.

Il Nardò lascia invece insignificanti traccie offensive di sé nel primo tempo. Dapprima l’isolatissimo Nobile dopo una prolungata azione personale, nell’attesa di compagni da servire, indirizza un cross in area, che è di un soffio fuori misura per la deviazione di Lubello e Lepore, infine un traversone successivo ad una scorribanda di Lubello sulla fascia, disinnescato dalla retroguardia ospite.

Neanche sotto di un gol il Nardò si rivela in grado di portare qualche minaccia alla porta di Marinacci. I granata si limitano a guadagnare metri ma la manovra si rivela lenta nel ritmo e carente di idee. Volturo pensa che tanto vale rinunciare a Bonfigli e provare quanto meno a rinvigorire la prima linea con il convalescente Zhabov. Prima che la mossa produca i suoi effetti, il Cerignola trova per strada la rete del 2-0. Un gol regalato. Il rapidissimo Grieco sfugge ad Antico, ma potrebbe essere fermato da Russo, che incerto sul da farsi, intervenire o attendere l’uscita di Bassi, si fa fregare dall’esterno sinistro gialloblù che ringrazia e insacca (21’).

Sembra finita ma ci pensa il superlativo Parente a tenere in vita l’incontro. Il centrocampista salernitano si inventa un diabolico fendente dai 25 metri che si insacca a fil di palo (22’).

E’un gol che rianima davvero il Nardò. Ora i granata dilagano come un fiume in piena, mentre il Cerignola si difende con affanno. Non è un caso che il tutto avvenga nei venti minuti in cui Zhabov (prima dell’ennesimo infortunio) affianca Nobile in prima linea. Le occasioni per completare la rimonta fioccano, ma manca la fortuna. Le due più limpide occasioni scaturiscono sull’asse Nobile-Zhabov. Al 31’ il bulgaro sta per ribadire in rete sul secondo palo una conclusione di Nobile leggermente angolata, quando termina a terra nel contrasto con Colangione. L’impressione è di un fallo netto sul quale Castrignanò sorvola. Al 37’ un’altra palla gol per Zhabov, che entra in spaccata su un pallone prolungato di testa da Nobile, ma la sfera termina di un soffio a lato. Nell’assedio alla retroguardia dauna da segnalare anche due deliziosi palloni vaganti in area, capitalizzati male da Russo e Lubello.

La furia del Nardò guarda caso si esaurisce con il nuovo infortunio del bulgaro, che rende ancor più urgente la necessità, nei prossimi due giorni di mercato, di reperire un attaccante di valore da affiancare a Nobile. Non è l’unica emergenza d’organico, ma quella più semplice da colmare, stante la difficoltà di reperire under di valore a metà novembre. In attesa di conoscere ufficialmente le esigenze di Ciullo, che già lunedì si insedierà ufficialmente sulla panchina più bollente del campionato. Anche perché ora il Nardò deve cominciare a guardarsi dietro (1 punto di vantaggio sulla zona playout) e da quel quintultimo posto occupato dal Copertino, prossimo avversario.

LE INTERVISTE DEL DOPOPARTITA

Dura un’ora l’attesa di Sergio Volturo, il team manager chiamato a gestire la transizione tecnica tra le ere Pettinicchio e Ciullo. Prima di concedersi alla stampa Volturo presenzia ad un confronto tra squadra e tifosi, che si conclude con l’invito reciproco a fare quadrato per superare un momento di grave difficoltà, che potrebbe addirittura riscrivere prospettive, obiettivi e destini di un’intera stagione.

L’analisi di Volturo ovviamente si limita ai novanta minuti di gara. Toccherà ad altri dipanare i pressanti interrogativi che questa crisi tecnica pone sul tappeto.

“Non accetto che si dica che oggi non vi fosse voglia, da parte dei giocatori, di impegnarsi al massimo per ottenere un risultato positivo. Ho trascorso con loro la vigilia della partita e ho notato in essi una grande voglia di riscatto. Devo però riconoscere che per un’ora non siamo stati in grado di tramutare questo fortissimo desiderio di rivalsa in una prestazione convincente. Eppure eravamo scesi in campo con l’idea che questa era una gara da vincere ad ogni costo”.

L’unica attenuante, però, è quella relativa alle condizioni del campo.

“Non voglio che si trasformi in una scusante, ma occorre riconoscere che una squadra come la nostra, tra le più dotate dal punto di vista tecnico del campionato, soffra particolarmente un tale stato del terreno di gioco quando è chiamata ad impostare il gioco”.

Reazione tardiva e regali difensivi. Volturo concorda, ma ritiene che il Nardò avrebbe meritato il pareggio .

“Sul primo gol si è inceppato un meccanismo difensivo, naturalmente anche sul secondo gol le colpe nostre sono evidenti. Dal punto di vista degli episodi siamo stati sfortunati: severamente puniti ad ogni errore, mai aiutati dalla buona sorte nel nostro forcing finale in area avversaria. Palloni che in allenamento sarebbero tranquillamente finiti in rete, sono sfilati fuori per un’inezia. Ho contato quattro limpide palle gol, capitate a Russo, Lubello, Nobile e Zhabov. E un episodio dubbio in area. Resta il rammarico di aver regalato tanto tempo al Cerignola”.

Michele Climaco per Nardocalcio.com

Photos & Editing Alexx





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