Tracollo Granata! Data: Domenica, 10 dicembre @ 18:08:37 CET Argomento:
NARDO' - ALTAMURA 1-3
Crollo verticale del Nardò e durissima contestazione durante e dopo la partita. Il Nardò aveva chiuso in vantaggio il p.t. con un bel goal di Antico. Irriconoscibili al rientro in campo, i Granata subiscono tre goal e chiudono tra i fischi.
NOTE: Ammoniti: Antico, Nuzzi, Schiavone, Scarpello. Angoli 6-3 per il Nardò.
Un pomeriggio da incubo per i colori Granata, cominciato con la speranza del ritorno alla vittoria e finito con una pesante sconfitta e una durissima contestazione contro squadra e dirigenza.
Il Nardò reduce da una settimana travagliata per la questione irrisolta del terreno di gioco, dalla mancanza di rinforzi in organico e da una strisciante crisi societaria affrontava l'Altamura di Terracenere in un match in chiave play-off, privo di Paglialunga e Parente. Due assenze pesantissime nell'economia di un organico ormai ai minimi termini.
Il primo tempo sembrava filare sui soliti binari dell'equilibrio (e della noia) senza particolari sussulti nè da una parte nè dall'altra fino al 43' minuto.
Il Nardò batte un calcio d'angolo ben calibrato con Rucco e Antico è lesto a infilare di testa. 1-0 e tutti al riposo.
Finalmente un intervallo col Toro in vantaggio.
Nel s.t. il Toro svanisce d'incanto. Prima un paio di lanci mettono in affanno la difesa neretina, poi un calcio di punizione di Di Benedetto su cui Bassi sembra impacciato portano i baresi sul pari.
Il Nardò cerca di riorganizzarsi e nonostante la buona volontà di Cillo, Bonfigli e Montefrancesco, non riesce a impensierire Moramarco. Ciullo manda in campo Migali al posto di un evanescente Scarpello. Si aspetta il forcing neretino, invece i Granata vanno in bambola. Al 23', una serie di incredibili errori in disimpegno di Montefusco, Antico, Bassi e Russo, liberano al tiro l'incredulo Esposito che batte Bassi con un fendente angolato e ringrazia per il regalo natalizio.
Un autentico k.o.. Piovono fischi e proteste per una prestazione imbarazzante, ma non finisce qui. Nella foga di recuperare lo svantaggio il Nardò si scopre al contropiede e l'Altamura ne approfitta immediatamente. Un goal di stampo rugbystico. Il sudamericano Nanè parte dal cerchio di centrocampo, semina il lento Russo e deposita in rete dopo 50 metri. Una meta.
Il Toro è in ginocchio e monta la contestazione. Ce n'è per tutti. I Granata cercano di salvare almeno l'onore con un finale all'arma bianca, ma Nobile per due volte sbaglia davanti al portiere. E' veramente nera!
La rabbia dei tifosi esplode, per fortuna solo verbalmente. La misura è colma. A Manta, Russo e soci vengono indirizzate le contestazioni più dure. Il Nardò ha fallito ancora. Il tempo delle illusioni è finito.
Alexx per Nardocalcio.com
IL COMMENTO DI MICHELE CLIMACO
La partita del tanto invocato rilancio affossa definitivamente il Nardò. Terza sconfitta casalinga della stagione, prima dell’era Ciullo. Il tecnico di Taurisano culla per troppo poco tempo l’illusione del suo primo successo sulla panchina del Nardò. Poi è costretto, ancora una volta, a prendere atto di tutti i gravi limiti di una squadra che si rivela sempre di più scialba e modesta. Le assenze di Parente e Paglialunga, inoltre, oltre che impoverire pesantemente la squadra sul piano tecnico-tattico, finiscono anche con il ripercuotersi sotto il profilo della voglia e dello spirito. Ecco allora in campo un Nardò privo di cattiveria, temperamento, quasi rassegnato all’irreparabile. Un atteggiamento incomprensibile per una squadra che da stasera, in campionato, ha come unico obiettivo quello di evitare di doversi giocare la salvezza alla lotteria dei playout.
L’Altamura stravince limitandosi a sfruttare gli imperdonabili errori di una retroguardia inguardabile. Incomprensibile il gol subito da Bassi su una punizione centrale da quasi trenta metri; assurdo il disimpegno difensivo di Montefusco che offre a Caputo il comodo assist del 2-1; patetico il tentativo di Sepe, che interrompe l’inseguimento dell’avversario, di chiamare un fuorigioco inesistente in occasione del contropiede orchestrato da Caputo e finalizzato da Nanè, che condanna senza scampo il Nardò alla resa anticipata.
Eppure la squadra di Terracenere, quanto ad assenze, non sta meglio del Nardò. Assenti Moramarco, Servedio, Vicenti e il bomber Francesco Caputo, l’ex direttore sportivo del Nardò ai tempi dell’ultimo anno di C/2 (lode e gloria a quei dirigenti illuminati), schiera una squadra dal 4-4-2 scolastico, che presidia con giudizio ogni spazio e tenta di innescare Nanè con lanci lunghi dalle retrovie. Scelte obbligate come non mai per Ciullo, costretto a tornare al 4-4-2 e con quattro under nell’undici di partenza.
Gara soporifera e irritante per buona parte del primo tempo. Si gioca al rallentatore e mai le due squadre riescono a proporre una plausibile ipotesi di azione offensiva. Per vedere il primo tiro in porta del Nardò occorre attendere la punizione del solito Nobile (’18), che un altro ex, il portiere Fiore, è costretto a smanacciare con una certa difficoltà. Replica l’Altamura al ‘21 con un diagonale a lato di Nanè, imbeccato in area da Schiavone. Il solo Nobile, isolato come al solito, prova a vivacizzare l’anonima prestazione del Nardò. Al 23’ il centravanti granata è anticipato di un soffio da Fiore nel cuore dell’area altamurana, mentre un minuto dopo affonda sul lato destro, ma il suo traversone è intercettato da Abbrescia che libera di testa. In questa prima frazione di gioco, l’unico aspetto positivo è la discreta tenuta difensiva del Nardò, almeno fino al 35’ quando si apre una prima crepa: un pallone innocuo, filtra colpevolmente fino a Di Cecca, all’altezza del palo alla sinistra di Bassi, e provvidenziale è il recupero con conseguente salvataggio in angolo di Montefusco. Lo 0-0 pare il naturale epilogo del primo tempo, fino al guizzo di Antico, che capitalizza con un pregevole stacco di testa in tuffo l’angolo calciato da Cillo al 43’.
Inaspettato, al pari del vantaggio granata, giunge anche il pareggio dell’Altamura. Punizione da oltre 25 metri di Di Benedetto (’11), che calcia con forza di esterno destro. Il tiro violento, ma centrale, sorprende inspiegabilmente Bassi. Ma se il gol di Antico era stato il classico fulmine a ciel sereno, il pareggio di Di Benedetto preannuncia la tempesta che sta per abbattersi sul Nardò. La mossa di Ciullo che rinforza la prima linea con l’inserimento di Migali è vanificato dallo svarione difensivo, che puntuale giunge al 21’. Montefusco, in fase di disimpegno, regala incredibilmente palla a Caputo, per il quale è un gioco da ragazzi penetrare in area e battere Bassi. E’ una mazzata che fa crollare il Nardò. Non solo la squadra di Ciullo si rivela incapace di abbozzare una decente reazione, ma offre ampi spazi al contropiede avversario che avviato da Esposito è finalizzato da Nanè alla mezzora. Il 3-1 dei murgiani scatena la contestazione della tifoseria organizzata nei confronti di una società (nel mirino Enzo Russo e Mino Manta) che continua a brancolare senza costrutto sul mercato e peraltro sembra anche essersi eclissata (senza alcuna comunicazione ufficiale) nei suoi più alti dirigenti. Del presidente Merola si sono perse le tracce subito dopo l’esonero di Pettinicchio, a ruota sembra averlo seguito il vicepresidente Ronzino, mentre l’unico superstite degli organigrammi stilati in estate è l’altro vicepresidente, il parabitano Mimino Prete. In un tale surriscaldato contesto ambientale, passano così quasi inosservati i tentativi di Cillo, Nobile e Migali che sfiorano a ripetizione e senza fortuna il gol del 2-3.
LE INTERVISTE DEL DOPOPARTITA
Sconfitta senza attenuanti per una squadra molle, svagata, priva di nerbo. Ciullo si presenta in sala stampa con una rapidità insolita. Sembra quasi voglia accelerare i tempi di uno sfogo, che non è privo di messaggi espliciti rivolti alla società. Ma sul banco degli imputati c’è anzitutto la squadra.
“I limiti di questa squadra oggi sono emersi per intero. Siamo stati incapaci di gestire un vantaggio, che pur senza grossi meriti eravamo riusciti a conquistare sul finire del primo tempo. Poi nella ripresa il patatrac, favorito dai nostri imperdonabili errori. Abbiamo regalato ben tre reti ad un Altamura non trascendentale, che ha interpretato la gara così come sapevamo: lanci lunghi e spizzicate di testa per mettere in movimento Nanè. Poi abbiamo finito anche con il perdere la testa, non si può spiegare altrimenti un gol come il terzo, subito in quel modo a venti minuti dalla fine”.
Dai limiti della squadra alla richiesta di rinforzi, rimasta finora inevasa, il passo è breve. E Ciullo esprime con la solita chiarezza il suo pensiero anche sul tema del mercato degli svincolati.
“A costo di diventare noioso ripeto quanto ho dichiarato fin dal mio arrivo. A questa squadra servono tre rinforzi, uno per reparto. Prima di oggi per provare a reinserirsi in zona playoff, dopo questa sconfitta per evitare i playout senza patire troppo. Certo mi rendo conto che il mercato di dicembre presenta un tasso di difficoltà ben più elevato rispetto a quello estivo. Alla società chiedo solo chiarezza. Vale a dire, se non si riesce a reperire questi rinforzi, lo si dica senza tentennamenti. Ne prenderò atto e sarà chiaro a tutti che andando avanti con questa squadra bisognerà lottare solo per conquistare la salvezza. Non mi tirerò indietro, ma almeno non ci saranno più equivoci sugli obiettivi e nessuno potrà farsi illusioni”.
E sulla contestazione scoppiata sugli spalti e rivolta principalmente contro la società.
“Qui ognuno deve assumersi le sue responsabilità –afferma Ciullo-, io per primo. Chiaramente io sono chiamato a rispondere della qualità della prestazione della squadra e devo ammettere che dopo una ripresa giocata in quel modo i tifosi avevano tutte le ragioni di esprimere il loro disappunto”.