Incredibile pignoleria. Ancora una volta il Nardò
è costretto in dieci contro una diretta avversaria (dopo Francavilla, Bisceglie
e Noci). Casualità?Sembra finita per il Toro. Invece nel calcio la sorpresa
è sempre dietro l'angolo. Zagaria sfugge alla marcatura di Chechi, trova il
fondo e pennella un cross su secondo palo. Irrompe De Pascalis in acrobazia e
sfonda la rete. Goal magnifico. Boato Granata!

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Il Toro rientra in partita e
finisce il primo tempo in crescendo con un Casarano visibilmente provato.
Si
riprende con un avvicendamento importante tra le fila neretine. Nobile rimane
negli spogliatoi (visto toccarsi una coscia nel p.t.) e viene sostituito da
Cillo. Il Casarano cerca subito il goal e un'incursione di Mitri finisce con un
diagonale largo di poco. Capovolgimento di fronte. De Pascalis taglia la tre
quarti rossoazzurra da destra a sinistra e imbecca Cillo. Esterno collo in corso
del biondo neretino e palo sontuoso!
I rossoazzurri si scuotono e vanno vicini
al goal con Prisciandaro. Bel cross di Mitri ma colpo di testa nettamente fuori.
Il Nardò sembra aver trovato un maggiore equilibrio in 10. Tenzone play-maker
con Cillo e de Pascalis addetti alla ripartenze e Zagaria unica punta. Il
Casarano non riesce più a pungere. Stasi e Rosciglione cercano di allargare le
maglie della difesa neretina con ampie aperture sugli esterni ma Malerba e
Montefusco seppure colpiti da crampi reggono il confronto.
L'ingresso di
Speciale al posto di De Pascalis (zoppicante), compatta la linea mediana
neretina e permette a Lepore di giocare in spazi più ridotti e rendersi (in
qualche modo) utile alla causa. Rizzo si gioca le carte Taurino e Medico ma
l'acido lattico comincia a farsi sentire in parecchi over 30 rossoazzurri.Cala
il ritmo e il Nardò ha buon gioco.
Le occasioni diventano sempre più rare.
Zagaria si avventa su un incauto retropassaggio di Chechi ma Russo è sveglio ed
anticipa. Tra falli a centrocampo e gioco spezzettato si va verso la fine.
Scoppiano 5 petardi lanciati dalla mano ebete sotto la "curva"
neretina mentre nel primo tempo un mega petardo era scoppiato sottola tribuna
ospite. Avanzi di Capodanno e d'altro tipo. L'altro botto cerca di piazzarlo
l'arbitro. Concede 5 minuti di recupero ma lascia giocare finchè il Casarano
non riesce a fare l'ultimo tiro in porta con Taurino fortunatamente sventato.
Finisce
qui l'attesissimo derby. Un punto per uno. Il Casarano prosegue la sua marcia di
avvicinamento al vertice mentre il Nardò guarda ancora a distanza la zona
play-off. I Granata non avrebbero nulla da invidiare alla corazzata - De Masi ma
troppe cose non girano. Le scelte di Toma non convincono nè sulla formazione
iniziale, nè sui cambi effettuati e tanto meno sugli equilibri tattici. Del
tanto decantato gioco d'attacco neanche l'ombra, il centrocampo è continuamente
in affanno, mentre la difesa tranne una migliorata applicazione del fuorigioco
rimane molto permeabile. Fortunatamente oggi i ragazzi hanno dato fondo alle
proprie risorse fisiche e mentali e hanno sopperito con le giocate individuali
ad un gioco di squadra che latita paurosamente.
Alexx & Dave per
Nardocalcio.com
| NUOVA
NARDO' |
1-1 |
VIRTUS
CASARANO |
| Bassi |
1 |
Russo |
| Malerba |
2 |
Luceri |
| Montefusco |
3 |
De Braco |
| Millan |
4 |
De Icco |
| Lenti |
5 |
Chechi |
| Ricciato |
6 |
Stasi |
| De
Pascalis |
7 |
Palma |
| Lepore |
8 |
Rosciglione |
| Nobile |
9 |
Prisciandaro |
| Tenzone |
10 |
Mitri |
| Zagaria |
11 |
D'Anna |
| Toma |
All. |
Rizzo |
| Cillo
per Nobile |
Sost. |
Medico per
Prisciandaro |
| Speciale
per De Pascalis |
|
Taurino per Mitri |
| Calabuig
per Zagaria |
|
|
| |
Reti: |
|
| al 40' De
Pascalis |
|
al 25' D'Anna |
| |
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|
| Arbitro: Tassotti di Fermo |
assist. |
Molignini e Bortoluzzi di Brindisi |
Alla fine il pareggio diventa il massimo scopo di quella che doveva essere la partita da vincere ad ogni costo. Il Nardò lo centra, ma la scalata alle zone alte della classifica rimane sempre confinata nel libro dei sogni. Colpa di un buco difensivo che consente al Casarano, senza troppi sforzi, di ritrovarsi quasi subito in vantaggio; colpa dell’ennesimo arbitro dal cartellino facile e con il vizio dell’espulsione; colpa del nervosismo che ottenebra la lucidità del lottatore solitario Millan, nel momento più difficile di un primo tempo opaco, che il Nardò affronta senza idee e con tanta confusione.
Tutto sommato mali antichi, ai quali Toma non è ancora riuscito a trovare rimedi. La soluzione viene allora da una irresistibile cavalcata di Zagaria palla al piede e da una strabiliante finalizzazione di De Pascalis in semirovesciata. Un miscuglio di orgoglio frammisto a potenza fisica e classe pura, che consente al Nardò di raddrizzare la partita alla prima vera occasione, due minuti dopo essere rimasto in dieci.
Piace di più il Nardò nella ripresa, quando è capace di trasformare la paura e la sofferenza dell’ennesima partita ad handicap in ardore e rabbia e con abnegazione rinserra le fila dinanzi alla maggiore freschezza e vitalità del Casarano. Una difesa che con il passare dei minuti assume le caratteristiche di resistenza passiva. Con la rinuncia a Zagaria e l’ingresso di Calabuig infatti il Nardò arretra ulteriormente il baricentro, chiude gli spazi e alza le barricate dinanzi a Bassi, rischiando nonostante tutto la beffa finale proprio nell’ultimissimo assalto di una partita che il buon Martinelli non esita a prolungare fino al 50’.
Zagaria e Tenzone sono le novità nel 4-4-2 ad alta vocazione offensiva di Toma: prendono il posto di Cillo e Presicce. In difesa Lenti è preferito a Calabuig. Rizzo getta nella mischia in extremis Stasi, che sostituisce l’ex Parente, annunciato in campo fino a pochi minuti prima dell’inizio della partita e poi finito in tribuna. La difesa del Nardò comincia subito a soffrire sulle palle alte. Prisciandaro, al quale fa difetto però la mira, già all’8’ è libero di colpire in piena area un traversone di Mitri. Il Nardò inizialmente prova ad imbastire le sue manovre d’attacco a sinistra, nella zona in cui opera Tenzone. Qualche discreta combinazione con Nobile, un paio di cross intercettati dalla difesa casaranese, tre angoli: sta tutto qui il bottino delle offensive del Nardò in un avvio di gara tutto sommato equilibrato ma poco vivace. Fino a che Rosciglione con una apertura non trova un buco sul lato destro della difesa neretina: vi si infila il baby D’Anna che con freddezza da veterano fa qualche passo e fulmina Bassi con un rasoterra a fil di palo.
La reazione granata resta nel regno delle intenzioni. Al Nardò mancano forza ed ispirazione. Nessuna idea e poco nerbo a centrocampo, neanche gli esterni trovano l’affondo giusto nonostante il gran da farsi del rapidissimo De Pascalis. L’ordine tattico e la maggiore precisione di manovra del Casarano non producono però altri pericoli per la porta di Bassi. La partita fila via noiosa e i rossoazzurri sembrano averla in pugno. Al 36’ Luceri, imbeccato da D’Anna, sbuccia a centro area uno schema su punizione. L’espulsione di Millan al 39’ (allontana istintivamente il pallone dopo che l’arbitro assegna una punizione agli avversari) pare la pietra tombale alle speranze di rimonta del Nardò. E invece uno scatenato Zagaria, due minuti dopo, si inventa una fuga solitaria di circa cinquanta metri. Salta avversari come birilli, poi si decentra e dalla sinistra mette in mezzo per la spettacolare deviazione in semirovesciata di De Pascalis, appostato all’altezza del secondo palo.
Nella ripresa Toma apporta una correzione tattica. Dentro Cillo per Nobile e si passa ad un 4-4-1 puro con Zagaria unico punto di riferimento in attacco e la conferma dell’accentramento di Tenzone, accanto a Lepore. La partita, gol a parte, sostanzialmente noiosa e senza sussulti del primo tempo, diventa subito ben più viva ed emozionante. Subito un diagonale a lato di Mitri, replica Cillo che trasforma in un gran sinistro, che colpisce la base del palo, un perfetto traversone di De Pascalis. Al 4’ Prisciandaro anticipa di nuovo tutti di testa, ma angola troppo la deviazione. Fino a che la fatica per la prolungata inferiorità numerica non comincia a farsi sentire, il Nardò tiene bene il campo e non si limita a soffocare il gioco del Casarano che trova raramente sbocchi. Fino a che Prisciandaro (23’) non trova la deviazione giusta, alla quale si oppone Bassi. Rizzo si gioca tutte le carte in attacco e immette forze fresche (Medico e Taurino). L’ultimo tentativo offensivo del Nardò (’32) è sventato in uscita con i piedi da Russo che anticipa Zagaria lanciato da Tenzone. Poi Toma decide che è tempo di salvaguardare il pareggio e rinuncia al centravanti rinforzando gli ormeggi con l’innesto di Calabuig. Il Casarano guadagna così metri e prova l’assalto finale. Al 41’, pur allungandosi, Taurino non trova la deviazione da pochi passi su un cross di Luceri. L’ultimo brivido al 50’: a conclusione di un’azione confusa Rosciglione è libero di battere a rete da posizione favorevole, ma Bassi fa scudo con il corpo con una tempestiva uscita a valanga.
Le vittorie casalinghe restano la grave macchia di questo Nardò. Ma lo stupendo pubblico che fa da cornice ad un derby, vissuto a livello di partecipazione emotiva e numerica, come nelle stagioni delle entusiasmanti rincorse alla C/2, non può fare a meno di tributare un caloroso saluto ad una squadra che ha saputo opporsi con carattere e coraggio alle maggiori risorse fisiche e offensive del Casarano. E tutto ciò nonostante la quasi definitiva abdicazione a qualsiasi ambizioni di primato.
Michele Climaco per Nardocalcio.com