Nardò - Casarano: emozioni notturne
Data: Venerdì, 11 gennaio @ 17:56:42 CET
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NUOVA NARDO' 1-1 VIRTUS CASARANO

Finisce in parità il super derby. Casarano in vantaggio con D'Anna e Toro in difficoltà. Espulso Millan poi goal capolavoro di De Pascalis. Secondo tempo di marca rossoazzurra ma clamoroso palo di Cillo. Arbitraggio deludente.

Portadimare.it



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Una grande serata di sport. Una partita combattutissima. Un'altra occasione gettata al vento. Pubblico delle grandi occasioni con entrambe le tribune stracolme. Splendido colpo d'occhio iniziale con la coreografia "stracittadina" neretina e le luminarie casaranesi. Minuto di raccoglimento per Salvatore Maruccio. Applausi e cori da entrambe le parti. Luci offuscate da una leggera nebbia. Prato pettinatissimo. Aria elettrica.

Si parte. Il Casarano predilige la giocata rasoterra elaborata. Il Nardò cerca gli inneschi degli esterni Tenzone e De Pascalis. Saranno questi i due temi tattici fondamentali del match, ma il Casarano ci mette qualcosa in più sul piano della compattezza e dell'agonismo, mentre il Nardò subisce a centrocampo e concede prato in difesa.

Il Nardò si fa pericoloso con le partenze brucianti di Tenzone che sulla sinistra trova in Nobile la sponda per incunearsi fra le retrovie rossoazzurre. Tre corners e un tiro di Nobile contrato da Chechi sono i pericoli creati dai Granata.

Il Casarano però morde come un serpente. Mitri pesca D'Anna sul versante sinistro. L'11 casaranese è completamente solo e ha tutto il tempo di entrare in area, portarsi palla sul destro e trafiggere rasoterra Bassi. Colpo durissimo per i Toma boys. Millan cerca di riordinare le fila ma non trova in Lepore l'assistenza necessaria. I quattro attaccanti in linea non riescono ad entrare in partita, la difesa deve ancora soffrire sulle folate di Palma e Mitri  e chiude in affanno. Il Toro non va.

Su una chiusura a centrocampo Millan, già ammonito, blocca fallosamente Rosciglione ma commette l'ingenuià di allontanare il pallone. Per l'arbitro Tassotti ci sono gli estremi per l'espulsione.

Incredibile pignoleria. Ancora una volta il Nardò è costretto in dieci contro una diretta avversaria (dopo Francavilla, Bisceglie e Noci). Casualità?

Sembra finita per il Toro. Invece nel calcio la sorpresa è sempre dietro l'angolo. Zagaria sfugge alla marcatura di Chechi, trova il fondo e pennella un cross su secondo palo. Irrompe De Pascalis in acrobazia e sfonda la rete. Goal magnifico. Boato Granata!

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Il Toro rientra in partita e finisce il primo tempo in crescendo con un Casarano visibilmente provato. 

Si riprende con un avvicendamento importante tra le fila neretine. Nobile rimane negli spogliatoi (visto toccarsi una coscia nel p.t.) e viene sostituito da Cillo. Il Casarano cerca subito il goal e un'incursione di Mitri finisce con un diagonale largo di poco. Capovolgimento di fronte. De Pascalis taglia la tre quarti rossoazzurra da destra a sinistra e imbecca Cillo. Esterno collo in corso del biondo neretino e palo sontuoso!

I rossoazzurri si scuotono e vanno vicini al goal con Prisciandaro. Bel cross di Mitri ma colpo di testa nettamente fuori. Il Nardò sembra aver trovato un maggiore equilibrio in 10. Tenzone play-maker con Cillo e de Pascalis addetti alla ripartenze e Zagaria unica punta. Il Casarano non riesce più a pungere. Stasi e Rosciglione cercano di allargare le maglie della difesa neretina con ampie aperture sugli esterni ma Malerba e Montefusco seppure colpiti da crampi reggono il confronto.

L'ingresso di Speciale al posto di De Pascalis (zoppicante), compatta la linea mediana neretina e permette a Lepore di giocare in spazi più ridotti e rendersi (in qualche modo) utile alla causa. Rizzo si gioca le carte Taurino e Medico ma l'acido lattico comincia a farsi sentire in parecchi over 30 rossoazzurri.Cala il ritmo e il Nardò ha buon gioco.

Le occasioni diventano sempre più rare. Zagaria si avventa su un incauto retropassaggio di Chechi ma Russo è sveglio ed anticipa. Tra falli a centrocampo e gioco spezzettato si va verso la fine. Scoppiano 5 petardi lanciati dalla mano ebete sotto la "curva" neretina mentre nel primo tempo un mega petardo era scoppiato sottola tribuna ospite. Avanzi di Capodanno e d'altro tipo. L'altro botto cerca di piazzarlo l'arbitro. Concede 5 minuti di recupero ma lascia giocare finchè il Casarano non riesce a fare l'ultimo tiro in porta con Taurino fortunatamente sventato.

Finisce qui l'attesissimo derby. Un punto per uno. Il Casarano prosegue la sua marcia di avvicinamento al vertice mentre il Nardò guarda ancora a distanza la zona play-off. I Granata non avrebbero nulla da invidiare alla corazzata - De Masi ma troppe cose non girano. Le scelte di Toma non convincono nè sulla formazione iniziale, nè sui cambi effettuati e tanto meno sugli equilibri tattici. Del tanto decantato gioco d'attacco neanche l'ombra, il centrocampo è continuamente in affanno, mentre la difesa tranne una migliorata applicazione del fuorigioco rimane molto permeabile. Fortunatamente oggi i ragazzi hanno dato fondo alle proprie risorse fisiche e mentali e hanno sopperito con le giocate individuali ad un gioco di squadra che latita paurosamente. 

Alexx & Dave per Nardocalcio.com

 

NUOVA NARDO' 1-1 VIRTUS CASARANO
Bassi 1 Russo
Malerba 2 Luceri
Montefusco 3 De Braco
Millan 4 De Icco
Lenti 5 Chechi
Ricciato 6 Stasi
De Pascalis 7 Palma 
Lepore 8 Rosciglione
Nobile 9 Prisciandaro 
Tenzone 10 Mitri 
Zagaria 11 D'Anna
Toma All. Rizzo
Cillo per Nobile Sost. Medico per Prisciandaro
Speciale per De Pascalis Taurino per Mitri
Calabuig per Zagaria 
Reti:
al 40' De Pascalis al 25' D'Anna
Arbitro: Tassotti di Fermo assist. Molignini e Bortoluzzi di Brindisi

 

Alla fine il pareggio diventa il massimo scopo di quella che doveva essere la partita da vincere ad ogni costo. Il Nardò lo centra, ma la scalata alle zone alte della classifica rimane sempre confinata nel libro dei sogni. Colpa di un buco difensivo che consente al Casarano, senza troppi sforzi, di ritrovarsi quasi subito in vantaggio; colpa dell’ennesimo arbitro dal cartellino facile e con il vizio dell’espulsione; colpa del nervosismo che ottenebra la lucidità del lottatore solitario Millan, nel momento più difficile di un primo tempo opaco, che il Nardò affronta senza idee e con tanta confusione.

Tutto sommato mali antichi, ai quali Toma non è ancora riuscito a trovare rimedi. La soluzione viene allora da una irresistibile cavalcata di Zagaria palla al piede e da una strabiliante finalizzazione di De Pascalis in semirovesciata. Un miscuglio di orgoglio frammisto a potenza fisica e classe pura, che consente al Nardò di raddrizzare la partita alla prima vera occasione, due minuti dopo essere rimasto in dieci.

Piace di più il Nardò nella ripresa, quando è capace di trasformare la paura e la sofferenza dell’ennesima partita ad handicap in ardore e rabbia e con abnegazione rinserra le fila dinanzi alla maggiore freschezza e vitalità del Casarano. Una difesa che con il passare dei minuti assume le caratteristiche di resistenza passiva. Con la rinuncia a Zagaria e l’ingresso di Calabuig infatti il Nardò arretra ulteriormente il baricentro, chiude gli spazi e alza le barricate dinanzi a Bassi, rischiando nonostante tutto la beffa finale proprio nell’ultimissimo assalto di una partita che il buon Martinelli non esita a prolungare fino al 50’.

Zagaria e Tenzone sono le novità nel 4-4-2 ad alta vocazione offensiva di Toma: prendono il posto di Cillo e Presicce. In difesa Lenti è preferito a Calabuig. Rizzo getta nella mischia in extremis Stasi, che sostituisce l’ex Parente, annunciato in campo fino a pochi minuti prima dell’inizio della partita e poi finito in tribuna. La difesa del Nardò comincia subito a soffrire sulle palle alte. Prisciandaro, al quale fa difetto però la mira, già all’8’ è libero di colpire in piena area un traversone di Mitri. Il Nardò inizialmente prova ad imbastire le sue manovre d’attacco a sinistra, nella zona in cui opera Tenzone. Qualche discreta combinazione con Nobile, un paio di cross intercettati dalla difesa casaranese, tre angoli: sta tutto qui il bottino delle offensive del Nardò in un avvio di gara tutto sommato equilibrato ma poco vivace. Fino a che Rosciglione con una apertura non trova un buco sul lato destro della difesa neretina: vi si infila il baby D’Anna che con freddezza da veterano fa qualche passo e fulmina Bassi con un rasoterra a fil di palo. La reazione granata resta nel regno delle intenzioni. Al Nardò mancano forza ed ispirazione. Nessuna idea e poco nerbo a centrocampo, neanche gli esterni trovano l’affondo giusto nonostante il gran da farsi del rapidissimo De Pascalis. L’ordine tattico e la maggiore precisione di manovra del Casarano non producono però altri pericoli per la porta di Bassi. La partita fila via noiosa e i rossoazzurri sembrano averla in pugno. Al 36’ Luceri, imbeccato da D’Anna, sbuccia a centro area uno schema su punizione. L’espulsione di Millan al 39’ (allontana istintivamente il pallone dopo che l’arbitro assegna una punizione agli avversari) pare la pietra tombale alle speranze di rimonta del Nardò. E invece uno scatenato Zagaria, due minuti dopo, si inventa una fuga solitaria di circa cinquanta metri. Salta avversari come birilli, poi si decentra e dalla sinistra mette in mezzo per la spettacolare deviazione in semirovesciata di De Pascalis, appostato all’altezza del secondo palo.

Nella ripresa Toma apporta una correzione tattica. Dentro Cillo per Nobile e si passa ad un 4-4-1 puro con Zagaria unico punto di riferimento in attacco e la conferma dell’accentramento di Tenzone, accanto a Lepore. La partita, gol a parte, sostanzialmente noiosa e senza sussulti del primo tempo, diventa subito ben più viva ed emozionante. Subito un diagonale a lato di Mitri, replica Cillo che trasforma in un gran sinistro, che colpisce la base del palo, un perfetto traversone di De Pascalis. Al 4’ Prisciandaro anticipa di nuovo tutti di testa, ma angola troppo la deviazione. Fino a che la fatica per la prolungata inferiorità numerica non comincia a farsi sentire, il Nardò tiene bene il campo e non si limita a soffocare il gioco del Casarano che trova raramente sbocchi. Fino a che Prisciandaro (23’) non trova la deviazione giusta, alla quale si oppone Bassi. Rizzo si gioca tutte le carte in attacco e immette forze fresche (Medico e Taurino). L’ultimo tentativo offensivo del Nardò (’32) è sventato in uscita con i piedi da Russo che anticipa Zagaria lanciato da Tenzone. Poi Toma decide che è tempo di salvaguardare il pareggio e rinuncia al centravanti rinforzando gli ormeggi con l’innesto di Calabuig. Il Casarano guadagna così metri e prova l’assalto finale. Al 41’, pur allungandosi, Taurino non trova la deviazione da pochi passi su un cross di Luceri. L’ultimo brivido al 50’: a conclusione di un’azione confusa Rosciglione è libero di battere a rete da posizione favorevole, ma Bassi fa scudo con il corpo con una tempestiva uscita a valanga.

Le vittorie casalinghe restano la grave macchia di questo Nardò. Ma lo stupendo pubblico che fa da cornice ad un derby, vissuto a livello di partecipazione emotiva e numerica, come nelle stagioni delle entusiasmanti rincorse alla C/2, non può fare a meno di tributare un caloroso saluto ad una squadra che ha saputo opporsi con carattere e coraggio alle maggiori risorse fisiche e offensive del Casarano. E tutto ciò nonostante la quasi definitiva abdicazione a qualsiasi ambizioni di primato.

Michele Climaco per Nardocalcio.com





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