
Il Toro torna alla vittoria contro una diretta avversaria nella lotta per la salvezza.
Per la prima volta in casa i Granata segnano due gol. Il primo con Pellegrino al 30', il secondo allo scadere dei primi 45' con Cillo.
NARDO' - APRICENA 2-1
NARDO’: Quarta, Citto, Christ, Stefanizzi (Lepore 33’ s.t.), Paglialunga, Antico, Savino (Prisciano 1’s.t.), Volturo, Frisenda, Cillo (Migali 37’ s.t.), Pellegrino. In panchina: Gabrieli, Elia, Ruberto, Giannotta. All. Pettinicchio.
APRICENA: Giannino, Leleuso, Frappampina, Falcone, Tridente (Ghini 1’ s.t.), Tenace, Cifani, Casillo (Di Nanni 26’ s.t.), Valenza, Guerriero (Senese 16’ s.t.), Tizahoui. In panchina: Cassone, Langè, Giuliani, Mastropieri. All. Ronzulli.
ARBITRO: Illuzzi di Molfetta.
MARCATORI: Pellegrino 22’, Cifani 25’, Cillo 44’ p.t.
NOTE: Ammoniti: Falcone, Tridente, Antico, Lepore. Angoli 4-3 per il Nardò.
Tre punti d’oro nella corsa senza respiro verso la salvezza. Il Nardò inaugura la lunga stagione degli scontri diretti, regolando l’Apricena in una partita che ha offerto suspence ed emozioni solo per un tempo. E’ accaduto proprio di tutto nel corso dei primi 45’ di gioco, quelli necessari ai granata per scolpire una vittoria che vale davvero doppio. Un susseguirsi di occasioni da rete su entrambi i fronti, i gol da cineteca di Pellegrino e Cifani, e infine il comparire sul proscenio della dea bendata, finalmente con addosso la casacca granata, a propiziare la fortuita deviazione di un difensore dauno, su una conclusione dalla distanza e senza pretese di Cillo, che inganna Giannino proprio quando la prima pirotecnica frazione di gioco appare destinata a chiudersi in parità.

Moduli speculari in avvio: Pettinicchio e Ronzulli optano per un 4-4-2 con attaccanti pronti a svariare su tutto il fronte d’attacco ed esterni larghi dalla spiccata propensione offensiva. Nel Nardò la variante rispetto alle ultime esibizioni è l’utilizzo di Christ sul lato sinistro della linea difensiva, al posto dell’infortunato Di Sirio, che libera un posto a centrocampo per il baby Stefanizzi nel non inedito ruolo di spalla di Volturo. Nell’Apricena, da qualche settimana un cantiere aperto in continua ristrutturazione, c’è il debutto di Cifani e l’assenza per infortunio dell’ex Petruzzella.
In avvio è il Nardò ad assumere il pallino del gioco, ma l’Apricena dimostra subito una gran capacità di replicare con incisive folate offensive al predominio territoriale neretino. Il primo brivido per Quarta giunge già al 4’ quando un lancio in verticale di Casillo consente a Tizahoui la battuta di destro, appena dentro l’area, che chiama il portiere granata ad una respinta in tuffo. La replica del Nardò (6’) ha una dinamica pressoché analoga: il lancio smarcante dalla propria metà campo è di Christ, ma Pellegrino spreca malamente angolando troppo il sinistro nel cuore dell’area di rigore foggiana. L’azione d’attacco del Nardò si dipana prevalentemente sulla fascia destra sull’asse Citto-Savino ma molte situazioni potenzialmente favorevoli sfumano per qualche sbaglio di troppo, in particolare quando occorre dettare l’ultimo passaggio. E così l’Apricena torna a graffiare al 15’: la retroguardia granata si fa sorprendere da un lancio millimetrico per il solito Tizahoui che conclude pericolosamente dal limite, costringendo Quarta a distendersi per intero sulla sua destra per la deviazione in angolo.
Continua a macinare gioco il Nardò e dopo un fallo quasi da ultimo uomo di Falcone (ammonito) su Cillo lanciato a rete, al 21’ si apre un varco per Frisenda: l’attaccante copertinese si esibisce in una delle sue tradizionali percussioni centrali, ma dopo aver superato in velocità l’opposizione di Tridente conclude su Giannino in disperata uscita. L’appuntamento con il gol è però rinviato solo di un minuto.
Il gol da cineteca di Pellegrino ha origine da una nuova incursione sulla destra di Savino, fermata fallosamente da Frappampina. Sugli sviluppi della punizione calciata da Citto, Pellegrino leggermente decentrato rispetto al dischetto del rigore, colpisce di testa imprimendo forza e precisione al pallone che carambola sul secondo palo e si insacca inesorabilmente alle spalle di Giannino.

E’ un gol capolavoro che rompe il digiuno casalingo dell’attaccante di San Pancrazio ed esalta il Nardò, vicino al raddoppio già al 23’: apertura di Stefanizzi per Savino, la cui botta in diagonale di controbalzo trova l’opposizione di Giannino.
La partita vive minuti di grande intensità e l’Apricena comincia ad associare alla spigliatezza della manovra una discreta pericolosità in fase conclusiva. E così al 24’ Tenace su punizione calibra un perfetto traversone per la testa di Guerriero, che chiama Quarta ad un nuovo intervento risolutore. Ma nulla può l’estremo difensore neretino sulla perfida conclusione di Cifani al 25’: pesca un magnifico jolly l’esterno sinistro dell’Apricena, inventandosi una velenosa parabola, quasi dalla linea del fallo laterale, che si insacca quasi sfiorando il palo più lontano.

La gara si vivacizza ancor di più e i capovolgimenti di fronte si susseguono anche se è il Nardò a riprendersi l’iniziativa e l’Apricena ad agire pericolosamente di rimessa. Ci provano Antico (colpo di testa centrale) e Citto (staffilata a lato). Il discorso vittoria sembra rimandato alla ripresa quando la dea bendata si ricorda del Nardò. Corre il 44’ quando Cillo scocca in corsa un tiro dalla lunga distanza, che una fortuita deviazione di Falcone trasforma in un tiro imparabile per Giannino. Quei minuti finali di tempo spesso fatali al Nardò, stavolta sorridono agli uomini di Pettinicchio.

La ripresa è tutt’altra gara. L’Apricena brillante e ficcante del primo tempo resta negli spogliatoi, mentre l’incerta retroguardia del Nardò della prima frazione torna ad essere quel granitico blocco che rende vano qualsiasi tentativo avversario di puntare a rete. E la ritrovata solidità difensiva si fonde con la voglia di lottare, soffrire e combattere dell’intera squadra. L’unico appunto da rivolgere al Nardò sta forse in un atteggiamento eccessivamente speculativo, che però alla fine paga. Per Quarta una ripresa di ordinaria amministrazione, a parte una respinta di pugni in apertura di tempo per risolvere una mischia in area e una tempestiva uscita su Senese in fase di recupero, nell’unico vero varco concesso dalla retroguardia del Nardò.
Michele Climaco per Nardocalcio.com
Editing & photos by Alexx