Un derby congelato: Nardò - Maglie 0-0
Data: Domenica, 12 febbraio @ 17:09:24 CET
Argomento: Campionato 2005/6


PARTITA A PORTE CHIUSE

Visti da fuori.

NARDO’: Quarta, Citto, Di Sirio, Christ, Paglialunga, Antico, Savino, Volturo, Elia (Prisciano 14’ s.t.), Cillo (Migali 7’ s.t.), Pellegrino (Ruberto 22’ s.t.). All. Pettinicchio.

MAGLIE: Siciliano, Biasco, Garrapa (Corsano 39’ s.t.), De Filippi, Potì, Melissano, Distani, Gerundini, De Santis (Zinnari 39’ s.t.), Striano, Marconi (Annicchiarico 22’ s.t.). All. Colonna.

ARBITRO: Casaluci di Lecce.

NOTE: ammoniti: Paglialunga, Garrapa, Antico, Pellegrino, De Santis, Gerundini; angoli 6-4 per il Maglie.

Un passo avanti e uno indietro. Dopo la balorda esibizione di Copertino, con annessa batosta, nella gelida atmosfera del Comunale dai portoni sprangati, il Nardò torna ad essere una squadra, pur con tutti i già noti limiti caratteriali e strutturali, in grado di nuovo di correre, aggredire e combattere. Ma senza guizzi di fantasia, non si può domare la resistenza del Maglie e quel che è peggio (e qui sta il passo indietro), il pareggio allontana la prospettiva di imboccare definitivamente la via maestra di una salvezza senza affanni e risucchia il Nardò nella bagarre della zona play-out, che torna a ribollire a causa del successo del Noci, nonostante il passettino in avanti dei granata rispetto a Casarano e Montalbano.

Se dunque è a livelli eccellenti l’impegno messo in campo dalle due squadre, il derby delude parecchio sul piano della qualità del gioco. Lo 0-0 corre pochissimi pericoli e quasi sempre sugli sviluppi di palle inattive, ma il grado di incisività e precisione di mira degli attaccanti si rivela, su entrambi i fronti, ai minimi storici. Probabilmente, in tal senso, incidono le assenze di Frisenda e Maniscalco, che pur non essendo goleador particolarmente prolifici, numeri alla mano risultano i migliori realizzatori delle due squadre. Ma si tratta delle uniche defezioni con le quali fare i conti per Pettinicchio e Colonna. Anche se il tecnico granata per rimediare al forfait dell’attaccante di Copertino, è costretto a gettare nella mischia l’esordiente ed acerbo Elia. In compenso Pettinicchio, con il recupero di Di Sirio, può ritornare al più rodato assetto difensivo (Citto è l’esterno destro), mentre a centrocampo ripropone Christ. Colonna ripresenta pari pari l’undici reduce da tre vittorie consecutive con una difesa a tre capitanata da Melissano e un centrocampo folto imperniato sugli esperti Gerundini e De Filippi.

Fin dall’inizio appare evidente che il Nardò fa una fatica tremenda a costruire gioco, mentre il Maglie distende una efficace ragnatela a centrocampo. E allora le poche emozioni sono il frutto di episodi isolati. Paglialunga al 4’ smaschera con un fendente su punizione dai 25’ metri la presa non irreprensibile di Siciliano, che si salva in due tempi, mentre al 17’ è un disimpegno impreciso degli ospiti ad innescare l’affondo di Pellegrino, che smista all’accorrente Christ, il cui destro incrociato è preda del portiere magliese. Con il passare dei minuti la manovra granata progredisce sotto il profilo della continuità, anche se continua ad arrancare in fase offensiva. E allora per mettere i primi veri brividi al Maglie occorre affidarsi alle tagliatissime punizioni di Paglialunga, tutte battute dall’out di destra, sulla trequarti: al 20’ sulla traiettoria del traversone si lancia Pellegrino, il cui colpo di testa sorvola di poco l’incrocio; otto minuti dopo invece è Melissano ad anticipare in extremis il centravanti neretino, con un disperato salvataggio in angolo. E proprio sugli sviluppi del tiro dalla bandierina, al 29’, il Nardò spreca la più ghiotta occasione dell’intero match: in mischia il più lesto è Citto, la cui conclusione, da pochi passi, si perde di un soffio a lato. Nella prova tatticamente perfetta in fase di contenimento del Maglie, spunta il primo segnale offensivo che porta la firma di Marconi, autore, in piena libertà, di una staffilata troppo angolata.

Il copione del match non muta nella ripresa, anche se i tiri del Nardò verso la porta di Siciliano si fanno ancora più rari. Anzi al 14’ Marconi grazia Quarta, sparecchiando a lato un tiro a colpo sicuro, dopo una respinta dello stesso portiere sul precedente tentativo di De Filippi. Volturo e Antico cercano di tanto in tanto di dare profondità alla manovra con qualche lancio; insufficiente l’apporto di Cillo e Savino quanto a fantasia e spinta sulle fasce; il peso dell’attacco ricade in pratica sul solo Pellegrino, poco servito ma anche incapace di rendersi pericoloso, come quando al 20’ colpisce debolmente di testa da posizione invitante. Pettinicchio allora ridisegna il fronte offensivo con l’inserimento di Ruberto, Migali e Prisciano. La gara si infiamma però solo per l’ennesima direzione arbitrale insufficiente. Casaluci (discutibile la designazione di un fischetto leccese per un derby tradizionalmente impegnativo) sbaglia con sconcertante continuità (il Nardò recrimina per una spinta di Biasco su Pellegrino in piena area e la mancata espulsione del già ammonito Garrapa, autore di un fallo per il quale l’arbitro ammonisce l’incolpevole De Santis). Per rivedere il Nardò nuovamente pericoloso bisogna attendere l’ultimo minuto di recupero (49’): Migali si allunga per colpire di testa un cross da fondo campo di Savino, ma l’attaccante di Galatone non è nella posizione ideale per imprimere forza e precisione al pallone, che si perde sul fondo.

Michele Climaco per Nardocalcio.com

LE INTERVISTE DI MICHELE CLIMACO:

Otto anni dopo quel pirotecnico 4-2 che schiuse al Nardò le porte della tormentata esperienza in C/2, Nardò e Maglie hanno archiviato il derby ritrovato con un pareggio a reti bianche. Uno 0-0 asfittico, specchio fedele di un pomeriggio reso lugubre dalla estrema facilità con la quale la Lega Regionale appioppa sanzioni disciplinari (le famigerate gare a porte chiuse), per episodi che in altri campionati vengono archiviati con ammende neanche tanto pesanti (già otto società hanno pagato dazio). Ricordiamo, per onor di cronaca, che tale pena è stata comminata al Nardò semplicemente per una invettiva verbale nei confronti di Castrignanò di Brindisi, interpretata dal direttore di gara come una minaccia, per un rigore nettissimo (come ampiamente documentato dai filmati televisivi) non accordato al 95’ della gara persa in casa contro il Locorotondo.

Il Nardò non è riuscito a salutare con un successo l’avvento al vertice della società di Antonio Merola, editore di Poggiardo, avvenuto in settimana, nonostante l’impegno e le forti motivazioni gettate in campo. Rinviata dunque a data da destinarsi la fuga verso la salvezza, anzi ora ci si ritrova a ragionare in termini di spiccioli in ordine al vantaggio sulla zona play-out. E con la prospettiva di un terribile scontro diretto in quel di San Pancrazio, con una difesa decimata dalle squalifiche nei suoi capisaldi (Antico e Paglialunga, già in diffida, sono stati puntualmente ammoniti).

Giacomo Pettinicchio, nonostante la delusione del mancato successo, prova a sottolineare le note positive del derby. “E’ importante aver ritrovato la determinazione, il carattere, la voglia di lottare dei giorni migliori. Per fortuna non si è più rivista la squadra rinunciataria e alla deriva di Copertino. Alla fine questo pareggio lo si può accettare senza far drammi. Non tante, ma abbiamo creato le nostre buone occasioni. Inoltre abbiamo costretto il Maglie, che veniva da tre vittorie consecutive, ad un gara di contenimento, tant’è che abbiamo concesso loro in 90’ una sola occasione da rete. E comunque non dimentichiamo il contorno di questa gara. Giocare senza pubblico è stato per noi un gravissimo handicap�.

E’ innegabile però che il Nardò abbia faticato oltre il lecito nel tentativo di scardinare la difesa avversaria. E Pettinicchio riconosce i limiti della sua squadra. “Non siamo riusciti a trovare lo spunto vincente, la fantasia nella giocata. Siamo mancati nel momento dell’ultimo passaggio, nella capacità di finalizzare quelle poche occasioni davvero limpide che abbiamo creato e mi riferisco alle opportunità capitate a Cillo e Migali. Nella ripresa ho cercato di dare maggiore velocità all’azione offensiva con l’inserimento di Migali e Ruberto, ma il compito è diventato ancor più difficile perché abbiamo giocato controvento e poi perché il Maglie ha arretrato ancor di più il suo baricentro�.

Ora in coda è di nuovo piena bagarre. Il Nardò si è messo alle spalle Montalbano e Casarano, ma è stato scavalcato dal Lucera e ha visto ridursi ad un solo punto il vantaggio dalla zona retrocessione. E inoltre domenica renderà visita ad un San Pancrazio ormai all’ultima spiaggia, senza Antico e Paglialunga. “E’ chiaro che il nostro cammino verso la salvezza, dopo questi risultati si è fatto meno agevole, ma resto convinto che abbiamo qualità e risorse per mettere in saccoccia quelle due-tre vittorie che servono per evitare la lotteria degli spareggi salvezza. Certo l’assenza per squalifica a San Pancrazio di Antico e Paglialunga sarà un bel problema: in settimana lavoreremo alla ricerca di soluzioni che ci consentano di limitarne i danni�

Gianni Colonna, tecnico del Maglie considera giusto il pari. “Il risultato rispecchia l’andamento della gara. Nardò pericoloso nel primo tempo, ripresa più equilibrata e nostra la migliore occasione con il doppio tentativo di De Filippi e Marconi. E’ stata una gara contratta, che ha offerto poco allo spettacolo, anche per colpa del clima particolare che si respirava per l’assenza di pubblico sugli spalti. E’ un atmosfera che finisce per togliere adrenalina ai giocatori in campo, sembra di giocare una gara di allenamento�. Aggiornamento on line, photos & editing Alexx





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