Il Toro torna alla vittoria con gol di Antico su rigore e di Ruberto al 95'. Ora la salvezza è vicina.

NARDO’: Quarta, Citto, Di Sirio, Christ, Paglialunga, Antico, Elia, Battafarano, Frisenda (Savino 35’ p.t.), Migali (Cillo 20’ s.t.), Pellegrino (Ruberto 16’ s.t.). In panchina: Peluso, De Noto, Montefusco, Lepore. All. Pettinicchio.
OSTUNI: Bruno, Razzini, Ciaramitaro, Trovato, Soto, Semeraro, Rizzi (Barnaba 34’ s.t.), Testa, Beltrame, Cezza (Marseglia 44’ p.t.), Pontes. In panchina: Silipo, Parisi, Fumarola, D’Amico, Rom. All. Carrano.
ARBITRO: Urselli di Taranto
Marcatori: Antico su rigore al 29’ e Ruberto al 49’ del secondo tempo
Note: espulsi: Ciaramitaro al 29’ e Citto al 34’ del secondo tempo; ammoniti: Ciaramitaro, Rizzi e Antico; angoli 3-2 per l’Ostuni.

Un passo fondamentale verso la salvezza. Anche se la prudenza non è mai troppa, è innegabile che il sofferto successo contro l’Ostuni, maturato nell’ultimo quarto d’ora di gara, garantisca ora al Nardò una navigazione più tranquilla verso l’agognata sponda della permanenza. L’inedito (in stagione) 2-0 finale non tragga in inganno. L’Ostuni, pur rimaneggiato e reduce da una settimana tormentata, causa la rivendicazione da parte dei calciatori di ben cinque mensilità arretrate, in campo si è rivelato complesso tutt’altro che dimesso, anche se penalizzato da una paurosa evanescenza offensiva. Di conseguenza la ricerca del gol, che al Nardò mancava al Comunale dalla vittoriosa esibizione contro l’Apricena, si è ben presto rivelato, pure stavolta, un tortuoso e accidentato percorso di guerra. Nonostante la girandola di opzioni offensive orchestrata da Pettinicchio e fino al decisivo ingresso in campo di un superbo Ruberto e dello stesso Cillo, la cui velocità ha assicurato ben altra pericolosità ai tentativi offensivi, fin lì stucchevoli, dell’undici neretino.

L’iniziale rinuncia a Cillo, reduce dal forfait di San Pancrazio per infortunio, è dettata da ragioni prudenziali. Pettinicchio allora ripropone Migali sulla fascia sinistra e, a sorpresa, preferisce il baby Elia a Savino sul lato opposto. L’assalto alla retroguardia ostunese è affidata a Pellegrino e Frisenda, mentre in difesa, con i rientri di Di Sirio, Antico e Paglialunga si torna all’assetto standard. Recuperi che consentono inoltre il ritorno di Christ a centrocampo, dove si rivede Battafarano. Carrano si affida ad un lineare, ma efficace 4-4-2, con l’ex Cezza leggermente più avanzato rispetto a Testa, nel tentativo di innescare la coppia offensiva composta da Pontes e Beltrame.

L’Ostuni sorprende tutti con una partenza aggressiva e a ritmo sostenuto. Per un buon quarto d’ora la manovra gialloblù si rivela discretamente fluida e veloce, anche se priva di sbocchi in fase realizzativa per l’inconsistenza degli avanti ostunesi. In definitiva l’unico brivido per il Nardò deriva da un calcio di punizione battuto sulla trequarti, che non giunge a Trovato, ben appostato in area, per il provvidenziale anticipo di testa di Christ, che libera in angolo. Passata la sfuriata ospite, il Nardò comincia a guadagnare metri e un timido controllo del centrocampo, dove l’assenza di Volturo, crea inevitabili scompensi in fase di progettazione della manovra. Occorre così attendere il 25’ per registrare la prima conclusione granata, ad opera di Elia, che si perde a lato. Senza pretese ed affrettato il tentativo dai venti metri di un evanescente Pellegrino (30’), che chiama Bruno ad una facile parata.

Per quanto flebili sono i primi segni di una presenza offensiva del Nardò, che al 32’ si costruisce una occasione d’oro. Christ, in progressione, crossa radente dalla linea di fondo, ma un leggero tocco di Bruno mette fuori tempo Migali, ben appostato sul secondo palo per la deviazione vincente. Il momento è propizio e il Nardò insiste, ma Frisenda perde l’attimo in piena area e si fa rimontare da Soto, lesto a rimediare ad un suo precedente svarione difensivo: nel contrasto con il difensore avversario, l’attaccante granata rimedia una brutta botta e lascia il posto a Savino. Il tempo si chiude con un violento sinistro di Paglialunga da posizione centrale, che trova l’opposizione del corpo di un avversario.

Non cambia uomini Pettinicchio in avvio di ripresa. Si riparte dunque con Pellegrino e Migali attaccanti ed Elia e Savino a presidiare le corsie di centrocampo. Subito una ghiotta opportunità offensiva per il Nardò (5’), vanificata da un dubbio fuorigioco, sbandierato dal guardialinee, che così interrompe la corsa di Migali, servito alla perfezione da Pellegrino, nella sguarnita retroguardia ostunese. E’ comunque un’altra gara. La qualità della manovra non è eccellente, ma ora il Nardò cerca il gol con una discreta partecipazione collettiva e una maggiore convinzione. E’ un atteggiamento che inevitabilmente concede qualcosa all’Ostuni in termini di spazi, ma la squadra di Carrano, per ben tre volte non riesce a finalizzare incisive ripartenze. Al 12’ Testa spreca con un passaggio fuori misura un contropiede in superiorità numerica; al 17’ la difesa granata chiude in extremis su Marseglia; due minuti dopo Razzini sparecchia alto da pochi passa un invitante cross dalla sinistra.
Per scardinare la diga ostunese, occorre sfruttare meglio le fasce e accelerare le iniziative in verticale una volta conquistata palla: ecco allora che Pettinicchio si gioca le carte Ruberto e Cillo e richiama in panchina Pellegrino e Migali. E’ la mossa vincente. Al 29’ è preciso l’assist in verticale per Ruberto, che ingrana la quinta e in velocità , dalla trequarti, si divora metri e avversari, fino al contatto in piena area con Ciaramitaro. Rigore ed espulsione il verdetto di Urselli. Antico, con gran lucidità e freddezza, piazza il pallone alla destra di Bruno, con un tocco morbido a mezz’altezza.

Con il vantaggio e la superiorità numerica si profila un finale di gara tranquillo. E invece un doppio miracolo di Bruno su Cillo e la quasi contestuale espulsione di un ingenuo Citto (34’), complicano tutto. A parte l’apprensione di un risultato ancora in bilico, il Nardò non corre seri pericoli. Poi al 49’ il portiere Bruno corre in area granata per sfruttare l’ultimo calcio d’angolo assegnato all’Ostuni e sulla respinta della difesa granata, Ruberto si invola solitario verso la metà campo avversaria e dalla trequarti infila con un preciso rasoterra la sguarnita porta ostunese. E’ la prima vittoria con più di un gol di scarto della stagione.
LE INTERVISTE
La forte volontà e la grande determinazione agonistica del Nardò alla fine hanno stroncato la strenua resistenza dell’Ostuni. Sei punti di vantaggio sulla zona playout a cinque giornate dalla fine, consentono ora di guardare al futuro con minori apprensioni. E’ esausto, ma felice Giacomo Pettinicchio nel concedersi ai cronisti.

“Non è stato semplice avere ragione dell’Ostuni, ma ormai siamo abituati a sudarci le nostre vittorie fino all’ultimo istante. La partenza decisa dell’Ostuni ci ha decisamente sorpresi. Hanno esercitato subito una forte pressione e per un po’ abbiamo faticato a venirne fuori. Nella ripresa abbiamo assunto l’iniziativa con sempre maggiore decisione, ma fondamentale si è rivelato l’innesto di Ruberto e Cillo che hanno assicurato velocità ed imprevedibilità alla nostra manovra, consentendoci anche di trovare il gol. Bravissimo Ruberto prima nel procurarsi il rigore e poi nel firmare il raddoppio�.
Nella lunga e poderosa rimonta dall’ultimo posto in classifica occupato sino a fine novembre, decisiva alla lunga si è rivelata la capacità del Nardò di aggiudicarsi sistematicamente i vari “spareggi� (S.Pancrazio, Taurisano, Noci, Apricena, Montalbano, Casarano).
“E’ chiaro che si è trattato di vittorie dal valore doppio, che hanno facilitato e accelerato il nostro processo di risalita. I tre punti di oggi erano fondamentali per allungare sulla zona playout. Ora questo vantaggio dovrà essere gestito con intelligenza, ma guai a credersi già fuori dalla mischia, perché ci attendono cinque avversari che per ragioni diverse sono in piena corsa per centrare i loro obiettivi�.
Come era già accaduto nelle ultime settimane, il Nardò ha faticato tantissimo nel procurarsi occasioni da rete. Un problema che nasce da un centrocampo, privo del suo uomo più importante.
“E’ un problema con il quale dovremo convivere forzatamente fino alla fine della stagione. E già , perché credo che difficilmente Volturo tornerà più disponibile e con la sua assenza dovremo rinunciare ad un giocatore in grado di dare ordine e impulso alla manovra. Battafarano è reduce da una stagione tormentata sotto l’aspetto fisico, mentre Christ ha altre caratteristiche�.
Quella che dopo il vantaggio appariva una partita facile facile si è complicata per l’ingenuità di Citto, espulso per una smanacciata in pieno volto ad un avversario.
“Ogni volta deve succedere qualcosa. Siamo maestri nel complicarci la vita commettendo sempre qualche stupida ingenuità . Stavolta per completare la collezione ci si è messo Citto. E’ inconcepibile farsi espellere, mentre si è in vantaggio, anche a costo di farsi colpire dall’avversario e non reagire�.
Pettinicchio ha invece parole di elogio per il baby Elia e il sempre più convincente Di Sirio.
“Elia è un ragazzo interessantissimo, un ’88 con grandi potenzialità . In prospettiva è una risorsa importante. Nel primo tempo è stato uno dei pochi a salvarsi, inoltre è stato capace di adattarsi con profitto in due diversi ruoli. Di Sirio acquisisce invece sempre più sicurezza e autorevolezza in campo. E’ cresciuto tantissimo rispetto all’avvio di stagione e compiendo perfette diagonali difensive, nel finale di partita ha disinnescato sul nascere un paio di situazioni pericolose�
Domenica di festa anche per Alessio Antico, nuovamente a segno dal dischetto dopo l’inutile gol di Copertino, pur con il neo di una ingenua ammonizione rimediata sul finire del primo tempo.
“Sono andato sul dischetto con discreta tranquillità , nonostante l’importanza del momento che poteva costituire la svolta decisiva di questa lunga corsa verso la salvezza. L’Ostuni non ci ha mai messi seriamente in difficoltà , pur se nella ripresa abbiamo concesso loro inevitabilmente qualche spazio in contropiede. Ma si è trattato di episodi. Quanto all’ammonizione, lascio a voi giudicare se col punteggio ancora sullo 0-0, potevo mettere in atto atteggiamenti ostruzionistici�.
Recita il mea culpa Giovanni Citto. Con quella espulsione ha rischiato di complicare il finale di gara.
“Già dopo un attimo ero pentito di quella reazione, ma sono stato provocato, anche se questo non può giustificarmi. Per fortuna non ho procurato un danno letale alla squadra, perché alla fine si è vinto lo stesso�.
commento e interviste Michele Climaco per Nardocalcio.com
Editing & photos by Alexx