
Il Nardò gioca la più bella partita del campionato pareggiando con un forte Fasano. Due rigori sbagliati. Prima Quarta para il rigore biancazzurro, poi Antico nel s.t. calcia fuori dal dischetto. Occasioni d'oro per Ruberto, Citto e Cillo. Traversa nel finale per i fasanesi. Nardò indomito in 10 dal 65' per l'espulsione di Christ (reazione).
NARDO’: Quarta, Citto, Di Sirio, Christ, Paglialunga, Antico, Elia, (Montefusco 31’ s.t.), Battafarano, Ruberto (Migali 36’ s.t.), Prisciano, Pellegrino (Cillo 41’ p.t.). In panchina: Peluso, Zagara, Giannotta, Dettù. All. Pettinicchio.
FASANO: Di Candia, Fumarola, De Blasio, Fonte, De Luisi, Colucci, Ezeonwu (Serri 23’ s.t.), Sisalli, Lafuente (Ancona 30’ s.t.), Campora, Di Pinto. In panchina: Quarta, Martina, Puluso, Salvesconi, Olive. All. Geretto.
ARBITRO. Lacalamita di Bari
NOTE: Espulso Christ al 16’ s.t.; ammoniti Battafarano, Fumarola e Citto. Angoli 6-5 per il Fasano.
Lo 0-0 più spettacolare della stagione lascia probabilmente alla fine Nardò e Fasano, classifica alla mano, felici e contenti. Anche se quel risultato a reti bianche è frutto soltanto di una serie di episodi, in grado di provocare ampie recriminazioni su entrambi i fronti. Più giustificate quelle del Nardò che alla conta finale delle occasioni sprecate registra un calcio di rigore, tre limpide occasioni da rete svanite per scarsa precisione sotto porta e una mezzora in inferiorità numerica trascorsa senza nulla concedere all’avversario. La contabilità delle occasioni sfumate della truppa ospite si limita invece al calcio di rigore non concretizzato da De Blasio e ad una traversa colpita nel finale. Non produce altro infatti, se non una serie di accelerazioni solo potenzialmente pericolose, il dinamismo e la notevole partecipazione collettiva del Fasano alla costruzione della manovra offensiva, che deve comunque fare i conti con le defezioni dei due principali terminali d’attacco, vale a dire Insanguine e Ancione.

Pettinicchio rinuncia a Migali e Cillo per riconfermare in attacco l’inesauribile Ruberto degli ultimi tempi in tandem con Pellegrino. Il pacchetto degli under (confermati Di Sirio ed Elia) è completato dal redivivo Prisciano, che parte a sinistra, ma ben presto viene riportato da Pettinicchio sul lato opposto del campo, quello a lui più congeniale. Anche Geretto schiera il Fasano, reduce da tredici risultati utili consecutivi (6 vittorie e 7 pareggi), con il 4-4-2. Il tecnico veneziano rimedia all’assenza dei due attaccanti titolari con l’avanzamento di Di Pinto in prima linea in coppia con Lafuente. Ezeonwu è dunque l’esterno destro di un centrocampo molto tecnico che ha nel vecchio Fonte il catalizzatore di gioco e nell’argentino Campora l’uomo in grado di innescare la giocata vincente.
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Mani di Antico: rigore per il Fasano.
La discreta recente striscia positiva del Nardò e il richiamo esercitato dal fascino di un avversario storico come il Fasano, garantiscono una discreta affluenza di pubblico sugli spalti. La squadra di Geretto evidenzia subito una facilità di manovra che costringe inizialmente il Nardò ad un atteggiamento di attesa. Sisalli si rivela presto un pericolo sulla fascia sinistra e al 9’ si procura una punizione sul lato corto dell’area, che Campora indirizza pericolosamente verso la porta: il tiro è teso e violento, ma Quarta è ben piazzato sul primo palo e respinge con i pugni. Il Fasano non è però in grado di finalizzare la temporanea superiorità territoriale. Al 16’ Di Pinto contende un pallone alto a Paglialunga ed ha la meglio, ma il successivo diagonale rasoterra trova Quarta pronto alla parata. Il Nardò si fa vivo per la prima volta dalle parti di De Candia al 18’: corpo a corpo tra Ruberto e De Luisi sulla trequarti, l’attaccante neretino prova la conclusione dalla media distanza, facile la parata del portiere biancoazzurro. E’ però il segnale di una crescita a centrocampo del Nardò, che comincia ad aggredire con più convinzione e a far ripartire l’azione con maggiore continuità . E se le folate offensive ospiti si spengono quasi sempre all’altezza dei sedici metri, la manovra più compassata del Nardò non manca di far correre qualche brivido alla retroguardia fasanese. Al 26’ Pellegrino manca di un soffio la correzione sotto rete sul cross di Ruberto, mentre al 37’ la botta in diagonale di Prisciano in piena area si spegne sul corpo di un difensore.
La gara già vivace si infiamma negli ultimi cinque minuti del primo tempo. Al 40’ c’è il primo rigore della domenica gettato alle ortiche. E’ evidente il tocco di mani di Antico su un corner battuto dal Fasano e Lacalamita indica subito il dischetto. Il terzino rigorista De Blasio (già sei volte a segno dal dischetto) calcia però centralmente e Quarta è bravo ad intercettare. L’antica regola gol fallito, gol subito non si concretizza per un’inezia quando al 47’ Ruberto calcia incredibilmente alto, ad un metro dalla porta, a coronamento di un’azione che nasce da un cross dalla destra di Prisciano e viene rifinita con un tocco smarcante da Elia.

Gioco duro:
L’avvio di secondo tempo ricalca subito, negli episodi salienti, il canovaccio dell’entusiasmante finale di primo tempo. Già al 2’, il Nardò spreca un’altra ghiotta occasione: sul tiro dalla bandierina di Prisciano, Citto è liberissimo di inzuccare sul secondo palo, ma spedisce il pallone clamorosamente alto sulla traversa. Al 10’ Lacalamita concede la chance rigore anche al Nardò. La dinamica dell’azione è identica a quella che aveva determinato il penalty fasanese (mano di Colucci su traversone di Cillo), ma è diversa l’esecuzione dal dischetto di Antico (conclusione morbida a cercare l’incrocio, che risulta però alta). Anche il pareggio sembra compromesso, quando sei minuti dopo, all’attento arbitro barese, non sfugge un colpo proibito rifilato da Christ a Di Pinto a palla lontana: espulsione inevitabile dell’argentino. Sembra il prologo ad una mezzora finale di inaudita sofferenza e invece con una volontà di ferro e grande determinazione agonistica il Nardò sopperisce senza danni all’inferiorità numerica.

L'espulsione di Christ

Antico si dispera: rigore alle stelle.
Pettinicchio chiama Cillo e Prisciano a stringersi attorno ad un efficace Battafarano, mentre Ruberto ed Elia sono bravi a fluttuare a turno tra le due linee. E così Quarta non corre pericoli, almeno fino al 38’ quando la traversa colpita al volo in mezza girata da Colucci, scaturisce comunque sugli sviluppi di una punizione battuta da Campora. Un minuto dopo Cillo si divora l’ultima colossale occasione capitata al Nardò. E’ bravissimo l’ex magliese a difendere il pallone tra due avversari e prodursi in una percussione centrale irresistibile, macchiata però da una conclusione centrale su Di Candia, disinnescata in angolo. Si volatilizza così il sogno di una vittoria epica, da consegnare agli annali. Il quarantesimo confronto tra Nardò e Fasano, finisce 0-0 come l’ultima volta. Era il gennaio del 2002: granata e biancoazzurri respiravano le ultime boccate d’aria di C/2.
Michele Climaco per Nardocalcio.com

Citto sfiora il gol.
L'infortunio di Pellegrino: costola rotta.
Le interviste di Michele Climaco
Manca il conforto della matematica, ma il punto colto nella vivacissima sfida contro il Fasano equivale ormai ad una salvezza sacrosanta. Nove punti di vantaggio sulla zona playout, a tre giornate dalla fine, rendono pura esercitazione teorica qualsiasi discorso relativo ad un traguardo permanenza ancora da conquistare. Nonostante si profili un finale di campionato da affrontare con ulteriori pesanti defezioni in organico. Stagione finita infatti, oltre che per Volturo (come già noto da settimane per gravi problemi alla schiena), anche per Pellegrino (frattura della quinta costola), mentre a Christ, espulso per un colpo a palla lontana rifilato ad un avversario, al massimo resterà da giocare l’ultima gara di campionato.
Giacomo Pettinicchio accetta di buon grado il verdetto del campo, pur non tralasciando di stigmatizzare le troppe occasioni sprecate.
“E’ sicuramente un buon punto, anche se potevamo metterne in saccoccia tre. E sarebbero stati meritati se è vero che non abbiamo finalizzato tre limpide occasioni da rete con Ruberto, Citto e Cillo, oltre al rigore fallito da Antico. E’ probabilmente un punto decisivo, che scongiura definitivamente il rischio dei playout, anche se è sempre meglio attendere il conforto della matematica�.
A rendere ancora più prezioso il punto conquistato c’è il valore dell’avversario e la mezzora in inferiorità numerica.
“Il Fasano è sicuramente, dopo il Barletta, la migliore squadra del campionato. Lo confermano i numeri e la lunga striscia positiva che dura dall’inizio del girone di ritorno. Con l’arrivo di Geretto hanno potenziato la squadra con l’innesto di uomini dotati di grandi qualità tecniche. Eppure siamo riusciti a limitarne la potenzialità offensiva, concedendo loro, rigore a parte, solo una traversa, peraltro su palla inattiva. E in inferiorità numerica non solo non abbiamo sofferto, ma ci siamo procurati una colossale occasione da rete. In quella circostanza Cillo doveva solo piazzare il pallone, ma gli va riconosciuto che è giunto poco lucido alla conclusione dopo una fuga di trenta metri�.
L’ottima gestione della inferiorità numerica è testimoniata anche da un assetto tattico rimasto pressoché immutato, dopo l’espulsione di Christ.
“Abbiamo tenuto in campo le due punte per impedire al Fasano di schiacciarci, attuando una sorta di 4-3-2. Ho chiesto un sacrificio maggiore in mezzo a Prisciano e Cillo, che si sono adattati con profitto in un lavoro di copertura, che non è nelle loro caratteristiche�.
Alessio Antico racconta i retroscena del rigore fallito in avvio di ripresa.
“Al momento del tiro sono stato tradito da una buca, che mi ha fatto scivolare il piede di appoggio. Mi sono così sbilanciato e ne è venuto fuori quel tiro alto, che non era nelle mie intenzioni. Alla fine comunque questo pareggio dobbiamo considerarlo come un punto guadagnato, anche perché pure il Fasano ha avuto le sue occasioni. Ci siamo portati ad un solo punto dalla salvezza matematica�.