
Un Nardò versione balneare perde in casa col volenteroso Taurisano.
NARDO’: Quarta, Citto (Frisenda 37’ s.t.), Di Sirio, Lepore (Stefanizzi 30’ s.t.), Paglialunga, Antico, Elia, Battafarano, Ruberto, Migali (Zagaria 13’ s.t.), Cillo. In panchina: Peluso, Prisciano, Montefusco, Giannotta. All. Pettinicchio.
TAURISANO: Guido, Portaluri, Rizzi, Cursi, Tarantino, Summa, Manco (De Pascalis 37’ s.t.), Tommasi (Di Santantonio 31’ s.t.), Botrugno, De Razza, Casaluci. In panchina: Micheli, Scarlino, Raeli, Palese, De Iaco. All. De Pascalis-Totaro.
Marcatori: Ruberto 12’ p.t.; Zagaria 13’, Manco 14’, Botrugno 24’, autorete Di Sirio 46’ s.t.
Note: ammoniti Portaluri e Tarantino; angoli 3-2 per il Nardò.
La recita di fine stagione regala un colpo di scena finale. Quando la partita sembra già avviata verso il classico pari e patta, con il Taurisano già felice di aver approfittato della sazietà del Nardò per rimontare in appena dieci minuti, nel cuore della ripresa, il doppio svantaggio ad una delle difese più ermetiche del campionato, ecco piovere dal cielo l’autorete di Di Sirio. Manna inattesa per il Taurisano, che con i tre punti, in pratica, si garantisce un altro mese di speranze, da giocarsi alla roulette dei playout.

Il Nardò invece finisce la sua stagione così come era iniziata, con uno scivolone casalingo (il sesto), lontano da occhi indiscreti. In uno stadio-purgatorio, desolatamente vuoto, per scontare i peccati mortali di Mentana, era maturato il k.o. in fase di recupero contro l’Altamura nel lontano mese di settembre; in uno scenario identico e irreale è toccato invece al Taurisano, stavolta, capitalizzare al massimo, l’aggravio di pena deciso dalla Lega per le intemperanze successive all’ormai lontana gara contro il Locorotondo, che riverbererà i suoi effetti anche sulla prima gara ufficiale della prossima stagione.

Per l’ultima esibizione interna della stagione, Pettinicchio si affida al miglior Nardò possibile di questo scorcio finale di stagione: privo dunque degli infortunati Volturo e Pellegrino e dello squalificato Christ, ma con il recupero in extremis di Antico, reduce da una settimana tormentata per un attacco influenzale. La coppia Totaro-De Pascalis cui è affidato il Taurisano in questo frangente di stagione replica con uno schieramento a trazione anteriore (4-2-3-1): per ovviare alla acclarata sterilità offensiva e alla carenza in organico di veri attaccanti, i granata del basso Salento schierano una batteria di trequartisti (Manco, De Razza e Casaluci) a sostegno del giovanissimo Botrugno.

L’atteggiamento tattico spregiudicato del Taurisano, chiamato ad evitare sul filo di lana una retrocessione diretta in Promozione, si intravede anche nell’ammirevole determinazione palesata in avvio di gara. Già al 9’ Quarta è chiamato a respingere una botta di Tommasi, imbeccato da un ispirato Casaluci, poi la difesa neretina libera il pallone vagante in area sul quale è pronto a catapultarsi Botrugno. Insiste la compagine ospite e tre minuti dopo una bella triangolazione Casaluci-Manco, ha come epilogo una conclusione sul primo palo che non impensierisce Quarta, ma dà il via ad un letale ribaltamento di fronte. Antico e Citto infatti affondano con decisione nei varchi invitanti, lasciati dal Taurisano, confezionando un pallone d’oro per Ruberto, che con un preciso pallonetto beffa Guido, troppo precipitoso nell’abbandonare la propria porta.

Il vantaggio del Nardò stordisce il Taurisano, stroncandone quel tentativo di arrembaggio iniziale, mortificato dall’assenza di un attaccante in grado di finalizzare il buon lavoro dei trequartisti (è Casaluci in assoluto il più propositivo). Il Nardò è cinico e preciso nello sfruttare in velocità con Migali e Cillo i ribaltamenti di fronte. Al 18’ Battafarano offre un pallone d’oro a Ruberto, che da ottima posizione non inquadra lo specchio della porta. Al 28’ ancora una opportunità per il centravanti neretino: Ruberto fila via in beata solitudine palla al piede, ma poi conclude con scarsa precisione sul portiere in uscita. Il Taurisano costruisce gioco con una certa continuità, ma si tratta di una manovra incapace di produrre occasioni da rete. E così gli unici pericoli per Quarta, scaturiscono da palle inattive. Al 30’ Tarantino, ben appostato sul secondo palo, manca il bersaglio sulla punizione di Summa, mentre al 35’ il portiere granata disinnesca in angolo una insidiosa punizione dal limite di Casaluci.
Nonostante l’assoluta urgenza di punti degli avversari, il Nardò non appare disposto a fungere da sparring-partner neanche in avvio di ripresa. Al 12’ sul cross di Ruberto, Migali già dolorante per precedente duro contrasto, invece di una più logica deviazione aerea, si attarda in un tentativo di controllo di piede, favorendo il recupero di Tarantino. Ma l’appuntamento con il 2-0 è solo rinviato di qualche secondo. Il tempo di una sostituzione ordinata da Pettinicchio (esce Migali per Zagaria), ed è proprio il nuovo entrato a gettare nella disperazione il Taurisano con una splendida realizzazione. Al 13’ infatti sull’angolo di Cillo è spettacolare la deviazione al volo di Zagaria sul palo più vicino, che va ad infilzare nuovamente Guido.
Manco però ridona subito un pizzico di speranza al Taurisano. E al 14’ è d’alta classe la deviazione vincente in acrobazia, a centro area, di questa sfiorita promessa del calcio taurisanese, che con quel gesto atletico riabilita una stagione opaca e senza squilli. E’ l’avvio della clamorosa rimonta del Taurisano, facilitata da un Nardò che da quel momento in poi diventa irriconoscibile. Il pareggio siglato al 24’ da Botrugno con una deviazione sotto porta (tocco smarcante di De Razza, che approfitta di una indecisione difensiva) è la naturale conseguenza della involuzione del Nardò.
In campo c’è ormai una squadra inguardabile e sconclusionata, incapace di proporre spunti di gioco interessanti. Dal grigiore generale non si salva neanche la retroguardia, spesso in affanno, sui tentativi di un Taurisano che comincia ad intravvedere addirittura la possibilità di un clamoroso successo. Ma i limiti offensivi della compagine ospite, sembrano eccessivi anche per aver ragione di una squadra svogliata e svagata come quella di Pettinicchio. E quando il 2-2 sembra un risultato ormai acquisito è una maldestra deviazione di Di Sirio sul tiro di De Pascalis, al primo dei tre minuti di recupero, a regalare al Taurisano un altro mese di speranza.

Il brutto Nardò del secondo tempo non è probabilmente piaciuto a Pettinicchio. Il tecnico neretino avrebbe preferito un epilogo meno inglorioso per una stagione condotta a ritmi da primato a partire dalla nona giornata, allorquando il successo contro il Copertino diede la stura alla poderosa rimonta in classifica (2 punti nelle prime otto giornate), culminata con una salvezza raggiunta con largo anticipo. E così il tecnico tarantino ha preferito non presentarsi all’appuntamento con le rituali interviste dell’immediato dopopartita.
Michele Climaco per Nardocalcio.com
Il presidente Merola pensa già al futuro: «Allestiremo un organico in grado di conseguire obiettivi decisamente più prestigiosi»
Silenzio forzato sugli spalti del Comunale (con i tifosi assiepati sulle terrazze delle abitazioni vicine allo stadio per sbirciare quello che avveniva in campo) e nessuna voglia di commentare la sconfitta tra i giocatori granata che lasciano gli spogliatoi. Mister Pettinicchio abbandona lo stadio, scuro in volto, dopo quaranta minuti. Nel dopo-partita la ramanzina ai suoi calciatori si sentiva distintamente anche con le porte chiuse. L'allenatore regala poche battute: «Il Taurisano ha avuto più voglia di noi e ci ha creduto fino alla fine. Dopo il secondo gol, onestamente, non avrei mai pensato ad un simile epilogo: gli avversari invece hanno avuto la forza di recuperare e crederci». Lapidario il commento finale: «Siamo stati proprio dei polli». Il presidente Merola non sa spiegarsi il «nettissimo calo della ripresa, dopo un buon primo tempo, gestito bene e concluso meritatamente in vantaggio. Il Taurisano è stato bravo ad approfittare del calo dei nostri giocatori in campo». «Non è tuttavia facile giocare senza l'apporto fondamentale dei nostri tifosi». E per il futuro? «Per la prossima stagione cercheremo di allestire una squadra forte, per poter conseguire obiettivi di prestigio. Nell'organico ci saranno certamente dei cambiamenti: daremo più spazio ai giovani, scegliendo tra chi ha motivazione da vendere».
dalla Gazzetta del Mezzogiorno