Un battesimo mediatico infarcito di buoni propositi per risvegliare la Nardò che ama il calcio. In attesa di giorni esaltanti capaci di riscattare il grigiore di anni zeppi di sofferenze e patimenti, il sodalizio granata si è definitivamente svelato nel suo nuovo assetto societario, brandendo le parole d’ordine della programmazione seria e della continuità tecnica.
Concetti espressi con convincente forza dai nuovi vertici societari (il presidente Merola e i vicepresidenti Prete e Ronzino), dal massimo responsabile dell’area tecnica (il riconfermato direttore generale Mino Manta), oltre che dal principale artefice del piccolo miracolo della complicatissima salvezza dello scorso anno (l’allenatore “in pectore” del Nardò edizione 2006-07, Giacomo Pettinicchio).
Tra retrocessioni travagliate, attese infinite e vane di sfuggenti ripescaggi e situazioni economiche traballanti o indefinite, era ormai da lungo tempo che la progettualità non fosse già da maggio, in agenda, nelle stanze di via Petraroli. Una progettualità condita però da tanto buonsenso, finanziario e tecnico: giacché non è immaginabile, il ritorno ad un certo tipo di calcio, quello legato alle spese folli e soprattutto al buonumore del mecenate o nababbo di turno. Progetti ambiziosi dunque, ma fissando dei paletti intorno ai quali muoversi, con un preciso tetto di spesa ad orientare le scelte tecniche. Un budget magari pronto a dilatarsi ulteriormente se sull’onda di un’azzeccata campagna di rafforzamento, dovesse rigenerarsi una entusiasta partecipazione collettiva, che storicamente ha sempre rappresentato una voce importante nei bilanci societari del Nardò.
Questi, in sintesi, i punti fondamentali della futura politica societaria, enunciati nelle loro linee generali nella conferenza stampa di presentazione del nuovo organigramma societario, completato dai segretari Rocco Filippo (esperto di regolamenti federali) e Anna Chiriatti (responsabile del settore contabile-amministrativo). Con il persistente neo di un dialogo con l’Amministrazione Comunale che non riesce ancora a decollare, a causa di una indifferenza di fondo delle istituzioni cittadine, sulla quale si cercherà di fare luce anche nell’assemblea pubblica convocata dalla tifoseria organizzata per il prossimo 3 giugno.
La presenza del Nardò in Eccellenza è un incidente di percorso, al quale occorre quanto prima ovviare. E’ stato questo il senso dell’intervento di apertura del direttore generale Mino Manta, che ha simbolicamente dato il via all’operazione rilancio.
“Nardò merita una compagine competitiva in grado di lottare per la riconquista immediata della serie D. Ho già stilato un programma di massima in tal senso, che ruota anzitutto sulla riconferma di Pettinicchio alla guida tecnica, e ho ricevuto il via libera dalla società per passare dalla fase progettuale a quella di attuazione, anche perchè nel frattempo abbiamo messo a punto gli ultimi dettagli relativi al nuovo assetto societario”. “La storia, il blasone e la passione calcistica che si respira a Nardò -ha concluso Manta- ci impongono di agire con grande accortezza e attenzione, perchè i tempi della risalita siano i più brevi possibili”.
Antonio Merola, proprietario della società dallo scorso febbraio, in questi mesi ha avuto modo di prendere confidenza di persona con l’ambiente e ora è pronto a tuffarsi appieno nei suoi doveri di presidente.
“In maniera informale, in passato, ho già avuto modo di illustrare i miei programmi. Il presupposto è che Nardò merita più di questa categoria, ma siamo consci delle difficoltà e dei sacrifici che, a qualsiasi livello, comporta la vittoria di un campionato. Per raggiungere un tale obiettivo occorrerà la collaborazione di tutte le componenti. Con l’Amministrazione Comunale abbiamo già in agenda un incontro nei prossimi giorni, quanto ai tifosi non ho motivo di dubitare che riusciremo ad instaurare un dialogo proficuo e costruttivo. Intanto sento il dovere di ringraziarli per non averci voltato le spalle lo scorso anno, nonostante le tante difficoltà e amarezze patite in avvio di stagione”.
Il nuovo presidente ha rivolto infine un ringraziamento a quanti lo hanno preceduto nella gestione della Nuova Nardò Calcio.
“L’imprevedibilità delle vicende calcistiche ha impedito che Nardò conservasse un meritatissimo posto nei campionati nazionali -ha sottolineato Merola-, ma non vorrei che si dimenticasse quanto di buono si è fatto anche negli ultimi anni, allorché il Nardò ha primeggiato in serie D con Totò Nobile alla guida tecnica e ancora le risorse, energie e competenze dedicate al settore giovanile, alla base della grande stagione della juniores, approdata quest’anno alle fasi nazionali.
Anche i vice presidenti Prete e Ronzino hanno espresso l’auspicio di una inversione di rotta.
“C’è in me la voglia -ha assicurato Livio Ronzino-, di collaborare in prima linea al raggiungimento di un traguardo, che so bene quanto stia a cuore ai miei concittadini, vale a dire risalire in quel campionato di serie D al quale noi neretini siamo affettivamente molto legati per averci militato per trent’anni”.
“Sotto la spinta dell’assessore regionale Enzo Russo -ha rivelato Prete- ho deciso di dedicarmi più da vicino a questo progetto di rilancio del calcio neretino, cui ho offerto il mio contributo anche in passato. Partiamo con le idee chiare e un piano ambizioso. Al Comune non chiediamo la luna nel pozzo, ma una maggiore disponibilità d’uso delle strutture comunali, allo scopo di convogliare ad un programma ancor più ambizioso, le risorse finora sprecate per l’utilizzo di impianti privati o di altri enti locali”.
In attesa dei riscontri che verranno dalle prime operazioni di mercato, al momento è la probabilissima riconferma di Giacomo Pettinicchio (l’accordo c’è, occorre solo ratificarlo), la miglior garanzia dell’ambizioso progetto enunciato nell’incontro con stampa e tifosi. E il tecnico tarantino, felice della riconferma, traccia già un programma tecnico di massima.
“Ci sono tutti i presupposti per fare bene: un’ottima programmazione, una buona base di squadra che abbiamo collaudato con successo nella seconda parte della scorsa stagione, la disponibilità della società ad intervenire sul mercato per quei ritocchi che servano a rendere il Nardò una squadra davvero competitiva”.
Insomma il Nardò del futuro è pronto a ripartire da chi già c’è, e con priorità di mercato facilmente individuabili.
“E’ ovvio che la nostra campagna di rafforzamento punterà anzitutto nella individuazione di uomini gol, in grado di risolvere quelle carenze offensive che ci siamo portati dietro per tutto lo scorso campionato. Per il resto sarà importante poter contare su una rosa più ampia e in grado di offrire maggiori alternative che in passato”.
Occorre far presto perchè la concorrenza non sta a guardare.
“Mi consta che società come Francavilla e Massafra stiano già muovendosi sul mercato con l’intenzione di allestire compagini altamente competitive. Ma ho anche ricavato la sensazione che mentre lo scorso anno i calciatori guardavano al Nardò con una certa diffidenza, ora la situazione si sia modificata e che questa società abbia riacquisito appeal e credibilità , al punto da rappresentare una destinazione fortemente gradita dai calciatori di maggior levatura della categoria”.
Michele Climaco per Nardocalcio.com