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Storia Granata - Hall of fame
Scritto da Administrator   
Mercoledì 06 Maggio 2009 09:12

MITI E LEGGENDE GRANATA

THE HALL OF FAME

Quelli che hanno fatto grande il Toro.

CAPITANI CORAGGIOSI

In quanti abbiamo sognato di indossare la fascia di capitano del Toro? Quella fascia appartenuta nei primi anni 60' a Spiridione "Spiro" Povia che dal 61 al 65 ha segnato gli anni della rinascita del calcio neretino dal dilettantismo della Prima Divisione regionale alla Serie C.

 

Dal 63 al 74 quella fascia andrà sul braccio destro del roccioso Ulivo. Ben dieci campionati in maglia Granata e oltre 300 presenze. Uomo record. Dalla D alla C fino ai primi anni 70 quando sarà affiancato alla guida della difesa neretina da Giuseppe "Peppino" Lombardi. Un tarantino trapiantato a Nardò che dall'alto del suo metro e 90 e dei suoi baffoni incuteva timore ai suoi avversari. Lombardi vestirà in Granata dal 69 al 77.

 

Tutt'altro aspetto aveva il capitano  di fine anni 70. Biondo, carnagione chiara e scattante sulla fascia sinistra. Sergio, per tutti Sergino, Orlando bandiera del Toro dal 70 al 78. E sarà ancora un terzino sinistro a prendere la fascia di capitano, Vito Faggianelli detto "lu pacciu", grande tecnica e grande personalità. Artefice della promozione in D nell'80-81. Finiscono i 70', anni in cui il Nardò ha tentato di tornare grande ma ha anche conosciuto l'onta della retrocessione. La fascia di capitano la indossano anche Ciccio Cartisano, Taurino, e il portiere Natale.

Gli anni 80' sono di alti e bassi. Rino Parisi, terzino di fuoco e Franco Leo, regista sopraffino, detto "il professore" sono i capitani di questi anni difficili. Promozioni in C mancate (83-84) e tonfi in Promozione. Domenico Morelli (89-91) e Gianni Nocco (87-89) saranno i capitani del periodo più caotico della storia del Toro.

Gli anni 90' si aprono sotto il segno di Benito Papadia. Volti nuovi arrivano a Nardò. Barrella sarà quello a cui sarà affidata la fascia nel 93-94. Ma anche Angelo Drivio avrà l'onore di essere condottiero ufficiale. Nel 96 arriva Dario Levanto, grande tecnica, forza e personalità. L'ex leccese scende in D per portare in alto il Toro. Lo abbandonerà dopo lo spareggio perso ma lo riabbraccerà guidandolo alla salvezza in C2 come allenatore e giocatore. Sfortunato l'anno successivo con retrocessione e ripescaggio. Un rapporto dolce e amaro con uno dei più forti giocatori Granata di sempre.

 

Onore della fascia di capitano anche per il grande Daniele Vantaggiato. Il bomber dei bomber, infortunato, cede la fascia a Tiberio Ancora nel giorno del salto in C, anno in cui anche Walter Monaco ebbe l'onore dei gradi insieme a Sergio Salice.  Baratto e Passalacqua saranno i capitani degli ultimi anni in C (01-02) mentre al ritorno in D Stasi, Moschella e Castillo porteranno i gradi nell'ultimo anno della gestione Papadia.

Il Nardò si ridimensiona ma riesce prima della retrocessione a piazzarsi al terzo posto e giocare i play-off  con Schito e Volturo capitani. I duri anni dell'Eccellenza rivelano la tempra di un leader, il neretino di S. Maria, Andrea Paglialunga (05-07). Andrea sarà incredibilmente scaricato da Proto nell'anno del rilancio dopo aver trascinato insieme a Nobile il Nardò ad una salvezza insperata. Ed è proprio Cosimo "cosmic bomber" Nobile a raccoglierne la fascia a suon di goal per girarla poi al funambolo Alfredino Tenzone.

 

BOMBERS: i cannonieri che hanno fatto la storia Granata

I numeri parlano chiaro. Con 128 in circa 250 presenze Daniele Vantaggiato è il più grande bomber che abbia vestito la casacca taurina. Fortissimo di testa e di piede, abile nelle punizioni e infallibile dal dischetto. Il prototipo dell'attaccante moderno, Daniele ha incarnato l'immaginario vincente collettivo del tifo Granata. Un leader. Un grande.

Daniele Vantaggiato: irraggiungibile

Nessuno può però dimenticare le gesta mitologiche di Taiano, autore di 21 goal ma soprattutto protagonista dello spareggio vinto col Savoia al Flaminio di Roma per la salvezza in C.

E Berti? Passeggiava a S.Maria col cane Leone e si concedeva raramente al pubblico. 39 goal e un'autentica icona del calcio neretino degli anni 70. Un decennio di attaccanti formidabili: l'astuto Totò Frisenda,  l'imprevedibile Giacomo Facchinetti, il potentissimo Renato Cappellaccio e l'elegante Renato Cesari. Anni in cerca di rilancio con squadre spettacolari ma quasi mai concrete nel conquistare il campionato. Giocatori di genio e sregolatezza per cui valeva la pena pagare il biglietto e stare 90' sotto la pioggia battente in attesa del loro goal.

I polverosi campi regionali ci riportano ammucchiate di goal a nome di Renis, Di Campi (micidiale di testa), Tondo, Mauro, Barbarisi .

Il Toro sale in C non solo con la gran messe di goal di Vantaggiato ma anche col sinistro magico e potente di Walter Monaco e le reti di un difensore di classe Dario Levanto.

Arrivano anche i goaleador stranieri. L'argentino Gustavo Ghezzi comincerà da Nardò la scalata che lo porterà in B mentre il puntero suo connazionale Nacho Castillo sbarca in Serie A nel 2008. Dalla Bulgaria Zhabov porterà classe ed esperienza spingendo il Toro alle soglie della C.

 

Tenzone e  Nobile

Nobile, Tenzone e Sisalli sono i bomber esplosi in Eccellenza. Grazie a loro il Nardò anche in categorie inferiori al suo blasone è ancora un'attrattiva e il popolo Granata può continuare a sognare.

 

LA CLASSE NON E' ACQUA

 

Da sempre il Nardò è stato sinonimo di blasone, bel calcio e calciatori di classe. Le cronache narrano di una mezzala di classe, bolognese, ex Milan che a 29 anni scende a sud a sostenere l'impresa del Toro in C Beppe Malavasi. Ancora oggi si parla delle sue giocate sopraffine e dei suoi goal pesanti.
Il ritorno in D vede la maglia numero 10 sulle spalle del brevilineo Grossi (72-74), autentica spalla di Berti e dello spilungone Gambogi che a dispetto della sua statura è in possesso di mezzi tecnici di primo livello.
Nel 78 approda a Nardò dal Martina Gigi Vento anche lui atipica mezzala dotata di classe e visione di gioco. Vento vestirà poi per anni la maglia del Casarano in C.

Intanto nel vivaio Granata sta emergendo la stella di Carlo Durante, piccola ala tutta tecnica e dinamismo che calcherà per anni i campi della Serie C. Gli anni 80 sono gli anni del "Professore" Franco Leo anche lui proveniente dal Martina. Leo trasforma in oro i palloni nella polvere. Artefice della promozione in D nell'80 e della grande cavalcata dell'83 culminata con la mancata promozione in C2. Leo tornerà ancora a Nardò per cercare di salvarlo dalla retrocessione sia come giocatore che come allenatore.

Negli anni 90 i piedi buoni portano la firma di Vito Grieco, grande controllo di palla e visione di gioco, e Antonio Toma, genio e sregolatezza alla massima potenza. Entrambi porteranno in alto il Toro ma non abbastanza da farlo approdare in C2. Impresa che riuscirà alla grande al "Mancino di Dio" Walter Monaco. Un anno indimenticabile il 97-98, ancora abbiamo negli occhi il siluro infilatosi sotto l'incrocio del Noicattaro. L'anno dopo contribuirà alla salvezza in C2.

Questi sono comunque gli anni di Dario Levanto che domina la scena come capitano, difensore, centrocampista, goleador (coast to coast contro il Trani!) e poi allenatore - giocatore. Personalità controversa ma giocatore di classe cristallina.

Non dimentichiamo in Serie C le giocate e i goal di Giovanni Baratto e in D quelle del piccolo fenomeno Andrea Corallo caduto in disgrazia dopo la retrocessione.

In Eccellenza saranno Sisalli, Tenzone e De Pascalis, piccoli, veloci e imprevedibili, a deliziare gli occhi del pubblico neretino ma non basterà per riprendersi la D.





 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Settembre 2010 11:38
 
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