Results

play off

 
POMIGLIANO-CASARANO  0-0
GAETA - NARDO'  0-0
Spareggio  
GROTTAGLIE - S.ANTONIO  0-0
Play out  
PISTICCI-BATTIPAGLIESE  0-0
ANGRI - perdente sparwg  0-0
   

Click on the slide!

La testa ai play-off

News >> Last news

Sconfitta a Pomigliano

Altri...
Click on the slide!

Il Nardò chiude in bellezza

News >> Last news

Montaldi, Majella, Pereyra scatenati: on c'è scampo per il Pisticci                          (foto macorano)

Altri...
Click on the slide!

A Boville è quaterna secca

News >> Last news

Partita senza storia. Granata superiori in tutto.

Altri...
Click on the slide!

Majella e Montaldi regolano l'Ostuni

News >> Last news

Al Nardò piace vincere facile           (foto macorano)

Altri...
Click on the slide!

Majella para-tutto. Pari a Gaeta.

News >> Last news

Il Toro resiste in 10.                       (foto macorano)

Altri...
Click on the slide!

Nardò ingenuo, Arzanese cinica.

News >> Last news

Majella sbaglia il rigore al 90'. Addio imbattibilità.         (foto ferpero jr)

Altri...
Click on the slide!

Il Nardò sfata il tabù Grottaglie

News >> Last news

Pereyra, Montaldi e Manzillo calano il tris.                       (ferpero foto)

Altri...
Frontpage Slideshow (version 2.0.0) - Copyright © 2006-2008 by JoomlaWorks
A volte tornano: Renato Veneziale PDF Stampa E-mail
Scritto da Alexx   
Lunedì 30 Agosto 2010 21:03

 

Capita di passare da Sulmona e dover chiedere informazioni. Capita di doversi  fermare nella piazza principale della cittadina abruzzese e chiedere all’edicolante  le “reazioni” abituali della locale polizia municipale su un parcheggio poco ortodosso, stante la mancanza di posti liberi nelle immediate vicinanze. Capita che l’edicolante capti una inflessione linguistica familiare ed inconfutabile dell’interlocutore. Capita che sentendo l’origine neritina dell’amico Mino (il protagonista di questa inaspettata carrambata del destino), l’edicolante abbia un sussulto. Nardò, non è possibile! Senza andare per le lunghe, il nostro Mino si era imbattuto fortuitamente in un ex ed indimenticato calciatore del Nardò. Trattasi di Renato Veneziale! Chi di noi …anta non lo ricorda?

Per venire incontro alle esigenze dei giovani e di chi non lo ha visto giocare, diciamo subito che di tratta di uno dei componenti la rosa della magica squadra del 1983-1984, quella che negli ultimi 30 anni del calcio di casa nostra ha espresso il gioco migliore (giudizio condiviso da molti). Puro spettacolo al polveroso comunale di casa nostra! Quella formazione ognuno la sapeva a memoria, come le orazioni da recitare prima di andare a letto. Veneziale, soprannominato il bambolotto,  non era nello scacchiere iniziale (stante anche la giovane età, poco più di un under), ma spesso e volentieri subentrava a partita in corso, così come a volte partita da titolare. Insomma un protagonista. Visto che alla fine fece 28 partite.

Appena sente che di fronte a se ha un cittadino di Nardò, pone un ideale “torno subito” al suo esercizio e rapisce letteralmente il nostro Mino, che tra le altre cose è un gran tifoso del Toro. Quella breve informazione sul parcheggio, gli costa un’ora della sua giornata. Ma al “tor” non si comanda, e poi nasce un’amicizia. Nel piccolo “habitat” dell’edicola campeggia un poster: è l’immagine della gradinata gremita per un Nardò – Gioventù Brindisi  di coppa Italia. Renato lo stacca e lo consegna a Mino pregandolo di farlo pervenire al Club Fedelissimi. Ambasciata regolarmente portata a termine. Facile immaginare lo scambio di cellulari, facile immaginare il contatto con questa redazione. Sorprendente immaginare lo stupore del nostro ex-eroe quando a colloquio telefonico col sottoscritto egli comprende di interloquire con uno che per quella annata potrebbe sfidare tutti i quiz.  E giù a dare fondo ai ricordi, alle partite, agli aneddoti…

“Fernà ti devo assolutamente conoscere”. Ok Renato ci sto, intanto concedimi questa intervista per il nostro nardocalcio.com

-          Anagrafica: Renato Veneziale natoa Caravilli in provincia di Isernia il 18 marzo 1961, residente a Sulmona, sposato con Leondina e padre di tre figli.

-          Carriera calcistica: Sono cresciuto nel Cassino, dove dalla juniores passai alla prima squadra; stetti 3 anni ed ero insieme a Di Carlo attuale allenatore di serie A, poi feci 2 anni a Squinzano, 1 a Nardò, 1 a L’Aquila, 2 a Castel di Sangro, 1 a Formia, 2 a Pontecorvo, 2 a Roccasecca, 1 con l’Olimpia Agnone, 1 a Capriati, 2 a Fornelli, 1 a Castiglione Marino, dove a 36 anni dovetti attaccare le scarpe al chiodo per un infortunio al tendine di Achille.

-          Il soprannome di Bambolotto perché? Fu Giangrande ad affibbiarmelo per via del mio viso d’angelo, pulito.

-          Come arrivi a Nardò? Fu grazie allo spostamento in blocco di alcuni calciatori da Squinzano.

-          Il perché della scelta? Le ambizioni del Presidente .

-          Amici neritini. Non ho coltivato amicizie e poi col tempo i contatti si perdono. La stagione neritina per me fu molto distaccata con la città, perché ero militare ad Otranto ed ero fidanzato a Squinzano. Quindi venivo in città solo per gli allenamenti e le partite. Però adesso ho incontrato Mino, te, e qualcun altro che ho visto nell’amichevole col Pescara. “Abbiamo” una bella squadretta.

-          Ci segui? Sempre, e poi adesso che Aldo di Corcia si è pure stabilito qui, il Nardò è sempre un motivo di discussione.

-          Il motivo del poster nell’edicola. Ricordi indelebili…

-          Magia neritina perché, perché tante militanze ed il cuore dice Nardò? Perché qui ho visto una partecipazione popolare senza precedenti. Già a partire dalla presentazione al cinema Moderno. Un fiume di gente, così come poi accadeva nella partite.   

-          Hai contatti con i giocatori di quella rosa? Purtroppo no, sono passati tanti anni.

-          Chi vorresti rivedere? Tutti.

-          Chi era il più forte della rosa? Loddi. Ricordo che a Gioia Tauro dove ci arbitrò un arbitro che fece carriera (Merlino di Torre del Greco), fece un gol da centrocampo. Peccato che lasciò la squadra dopo tre mesi.

-          Ricordi sul pubblico? Qualunque commento sarebbe riduttivo. Straordinario e basta!

-          Ricordi sulla stagione? Eravamo fortissimi!  E c’era anche un bel gruppo. Peccato che non raggiungemmo il risultato di vincere il campionato. Ma il Presidente aveva finito la benzina, e quando arrivi ad avere 2-3 stipendi arretrati…

-          La prima partita che ti viene in mente di quell’anno? Dico una squadra: Vibonese, sia all’andata che al ritorno. In casa vincemmo 3 a 1. Loddi fu straripante! Ricordo i disordini sugli spalti, e il loro attaccante, il “pelatone” di Grazia che ci fece gol. Al ritorno dovemmo andare due volte, poiché la prima partita fu rinviata per nebbia. Purtroppo il recupero lo perdemmo.

-          Nardò o Crotone chi era più forte? Noi! Ma il Crotone fece un ottimo mercato riparatorio, mentre noi perdemmo in casa una partita fondamentale col Maglie (doppietta di Capoccia), e poi sul finire della stagione come detto, finirono pure i soldi.

-          Ti dico un nome Etna! Il portiere del Siderno. Dimostrava 60 anni ma era fortissimo. Ricordo che in casa vincemmo al 90° col l’ultimo tiro di Puzzovio.

-          Ti dico una partita: Gioiese Nardò 1-4 raccontacela. Impossibile essere creduto. Quello che combinarono Putaggio e Loddi in quella partita non ha eguali. Basta la standing – ovation del pubblico alla fine.

-          Un pensiero a Giangrande. Gratitudine. La mia “carriera” inizia da lui. Ricordo che fui chiamato dal Presidente del Cassino che mi disse:”Vai a Squinzano, ti abbiamo ceduto lì”. Arrivato a Squinzano mi presento dal presidente, il quale era completamente ignaro di quella trattativa. Mi fece comunque rimanere per provare. Giocai una amichevole a Carovigno, entrai nel secondo tempo, segnai e feci una buona gara. Fui tesserato e giocai titolare nelle partite iniziali in C/2 al posto di Rampino, come terzino sinistro, il quale si era infortunato.

-          Nostalgia? Si tanta. Ho tanti ricordi vivi e bellissimi. Il calcio è cambiato, c’è troppa TV, gli stadi che si svuotano.

-          Adesso sei un attempato edicolante. A fine carriera ho gestito un Bar per 4 anni. Poi si presentò l’occasione di prelevare questa attività di edicolante. Ma faccio calcio nel settore giovanile, e ti dico subito che la rovina dei giovani sono i genitori (…a chi lo dici caro mio).

-          Sei mai ritornato a Nardò per qualche motivo? No manco dal 1984.

-          Adesso però un motivo c’è. Adesso ho un motivo in più, e lo farò anche per una vacanza nel Vs. bellissimo territorio.

-          Sei ufficialmente invitato ad una partita del Nardò. Grazie Fernà, non ti nascondo che questa intervista mi ha fatto un po’ emozionare…

Ci salutiamo, abbiamo tolto un po’ di polvere dai ricordi, abbiamo sollevato un coperchio pesante 26 anni. Dopo Facchinetti, Putaggio, Horton è toccato a Veneziale imbattersi nella rete della rete (il web) per essere andato in …rete con la maglia granata (e ci la cuenti la gente no ti c…rete) , quanto basta per abbattere il muro dell’oblio. Tanta nostalgia, tanti ricordi, ma altrettanta magia, generata dal focolare di questa grande famiglia avvinghiata alla maglia granata. Ed è tutto straordinario…

 

Fernando Pero per www.nardocalcio.com

 

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Agosto 2010 21:33
 

NEWS

 3 visitatori online
Valid XHTML & CSS | Template Design | Copyright © 2009 by