26’ della ripresa, quando Cornacchia e Odwong consentono ad Incoronato di servire un impensabile assist a Majella, il Nardò difende senza affanni il magnifico quanto diabolico corner di capitan Irace, trasformatosi in gol dopo appena 7 minuti di contesa. La pressione dell’Angri produce una manovra priva di ossigeno e che va puntualmente a cozzare contro la retroguardia neretina. Visto sfumare il vantaggio il Nardò, ormai in riserva, rischia poi il patatrac, anche se la incisività dei grigiorossi ospiti, per nulla degna di un tridente d’attacco come quello composto da Incoronato, Majella e Ferrajoli, gettato nella mischia in corsa, risente sempre della imprecisione al momento dell’ultimo passaggio. E alla fine, ad aumentare l’amarezza in casa granata, c’è anche una palla gol gettata alle ortiche da Palmisano sui titoli di coda.
2’) parte da un invito in verticale di Uva che lancia nello spazio Galdi. L’ex grigiorosso affonda centralmente, ma poi indeciso sul da farsi si fa rimontare. Ma al 7’ è Irace a deliziare gli oltre 2000 tifosi presenti al Comunale, quando insacca direttamente in porta il secondo angolo battuto dal Nardò. Il pallone si insacca sul palo più lontano nella incredulità generale, che si trasforma subito in entusiasmo. Nonostante il vantaggio il Nardò insiste e al 16’ Montaldi corregge in rete un corner di Irace, nei pressi dell’area piccola, senza però trovare lo specchio della porta. L’attaccante argentino ancora sugli scudi al 22’, quando arpiona uno scambio in orizzontale tra i due centrali difensivi ospiti e fa partire un desto al fulmicotone dai 22 metri, che sfiora il palo alla sinistra di De Rosa.
23’, infatti, l’Angri trova un varco centrale sull’asse Incoronato-Maiella, con quest’ultimo bravo a dosare un pallonetto sulla disperata uscita di Sorrentino, che sorvola di un soffio la traversa. E’ il primo campanello d’allarme. Al 26’ bisogna ricorrere al fallo per rintuzzare un nuovo affondo centrale ospite e Conreale, su punizione, scalda le mani a Sorrentino.
40’. Il filtro a centrocampo non è dei migliori e Diallo, ai diciotto metri, si ritrova faccia a faccia con Incoronato lanciato a rete. Il difensore francese, vistosi saltato, cintura l’avversario un attimo prima che penetri in area. L’arbitro dapprima indica il dischetto, poi su suggerimento del guardalinee trasforma il rigore in punizione dal limite, ma il cartellino rosso non cambia colore e il Nardò resta in 10. La gara entra a quel punto nel suo frangente più intenso. Maiella infatti calcia la punizione direttamente sulla traversa e poi nel prosieguo dell’azione, in un area intasatissima il pallone giunge tra i piedi di un Incoronato, sul quale rinviene alla disperata un difensore granata che spazza via, rischiando anche il rigore.
Il copione della ripresa è quello prevedibile. Nardò costretto a gestire il prezioso vantaggio e a subire la pressione di un Angri che non trova mai il guizzo giusto, anche in virtù di una manovra molto prevedibile che si affida spesso al lancio lungo. I rari attacchi del Nardò poggiano su un Uva sempre più esausto e sulle iniziative di un Odwong bruciante nello scatto, incontenibile negli affondi, ma poco preciso al momento dell’ultimo passaggio. Criscuolo rafforza ulteriormente la prima linea con l’ingresso di Ferraioli, ma tre minuti dopo è Incoronato l’artefice del gol di Majella. Spalle alla porta il centravanti grigiorosso, contrastato inutilmente da Cornacchia e Odwong proprio al limite dell’area, trova il modo di far filtrare il pallone in area, con i due granata a fare le belle statuine. Il più lesto di tutti è Majella che si avventa sulla sfera e incrocia un perfetto rasoterra da distanza ravvicinata, che non lascia scampo all’incolpevole Sorrentino.
50’. Anzi è proprio il Nardò a sfiorare il clamoroso vantaggio al 48’. Pica, evidentemente sofferente e non ancora pronto, porge a Palmisano un delizioso assist in piena area, ma la conclusione dell’ex copertinese è poco angolata e De Rosa, allungando un piede sventa la minaccia.
Michele Climaco per nardocalcio.com
Perso il carburante psicologico del vantaggio, il Nardò risente oltremisura dello sforzo fisico derivante dalla inferiorità numerica, ma l’Angri non sa approfittarne. Pur con qualche brivido e con la complicità della scarsa precisione offensiva ospite l’1-1 regge fino al
Gli scricchiolii della fase difensiva si trasformano in suoni sinistri al
Sembra tutto facile e bello, ma le pecche difensive che alla fine condizioneranno l’esito della gara, cominciano a manifestarsi un minuto dopo. Al
La prima in D dopo cinque anni del Nardò, si rivela dunque una gara di slanci e di sofferenze. Al 4-4-2 di Maiuri, che con Pica ancora incerottato in avanti si affida a Uva e Montaldi, Criscuolo replica con un centrocampo a rombo, con il baby Florio (93) a supportare una manovra d’attacco che si inerpica su Incoronato che ha in Macella un partner sempre pronto sia all’assist che alla conclusione. Il Nardò, subito in partita, confeziona un avvio convinto e di grande efficacia. La prima giocata in profondità (